Quando Fernando Alonso ha ripreso il volante dell’AMR26 a Barcellona, l’attesa non riguardava solo il debutto in pista della nuova Aston Martin, ma anche il primo responso su quanto il progetto guidato da Adrian Newey sia già maturo per affrontare la stagione 2026. Dopo un’attesa prolungata e un ingresso in scena solo verso la fine della settimana catalana, il due volte iridato ha offerto una prima lettura senza fronzoli: la vettura risponde, il lavoro procede, ma c’è ancora una montagna di cose da risolvere prima del primo GP dell’anno. Le parole del pilota asturiano, raccolte da PlanetF1.com, tracciano un bilancio realistico di questa fase embrionale del progetto.

Un debutto atteso e un responso franco

Alonso ha ammesso che guidare per la prima volta la monoposto disegnata dall’icona dell’ingegneria è stato un momento speciale, ma non ha nascosto che la strada da percorrere è ancora lunga. Come ha spiegato il pilota, “c’è sempre qualcosa di unico quando si sale su una macchina nuova all’inizio di un ciclo tecnico; siamo riusciti a completare un programma solido con molti chilometri, che è la priorità in questa fase, ma dobbiamo continuare a lavorare duramente prima di arrivare a Melbourne il prossimo marzo”. Il debutto dell’AMR26 è arrivato tardi rispetto ad altri team: Aston Martin ha perso i primi giorni di test di Barcellona e ha potuto girare davvero solo nelle fasi finali della sessione, limitando i dati raccolti rispetto ai principali rivali. Questo, ha aggiunto Alonso, rende ancor più fondamentale sfruttare ogni chilometro utile e continuare a sviluppare la macchina con costanza. :

Risposte positive ma senza illusioni

L’impressione generale di Alonso è stata positiva, soprattutto sul fronte della salute tecnica dell’auto e della sua reattività in pista. Quello che il 44enne ha ribadito, però, è che si tratta solo dell’inizio di un percorso: “abbiamo fatto un buon primo giorno, il team ha svolto un lavoro enorme e il comportamento della monoposto è stato soddisfacente, ma ci sono molte ore di test e analisi davanti a noi per capire meglio la macchina”. Nonostante il surplus di aspettative creato dall’arrivo di Newey e dalla natura innovativa dell’AMR26, Alonso ha mantenuto i piedi per terra, sottolineando che il lavoro quotidiano di sviluppo e correlazione fra pista e simulazioni sarà decisivo nei prossimi test, soprattutto in Bahrain, dove i team avranno condizioni più rappresentative. 

Il debutto catalano ha quindi offerto un primo sguardo sull’energia che aleggia nel box britannico, con Newey saldamente al centro del progetto e Alonso determinato a sfruttare ogni briciolo di potenziale della vettura. Se da un lato la risposta iniziale è stata incoraggiante, dall’altro la concretezza delle parole del pilota lascia capire che la fase di apprendimento e sviluppo sarà cruciale per capire se questa Aston Martin potrà davvero essere protagonista nel 2026.

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Sezione: News / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 12:43
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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