I test di Barcellona hanno offerto un primo assaggio della stagione F1 2026, ma per alcune squadre la gara più importante è stata quella contro i propri limiti. Nessuno lo sa meglio di Max Verstappen, che con la sua Red Bull ha percorso molti chilometri al Montmeló nonostante le difficoltà iniziali. La scuderia austriaca, che produce per la prima volta internamente la propria power unit insieme a Ford, è riuscita a completare un buon numero di giri e a raccogliere dati fondamentali, ma la sensazione che emerge dalle parole del campione del mondo è chiara: c’è ancora una lunga strada da fare per capire appieno il comportamento del motore e sfruttarlo al massimo.

Un test tra fiducia e realismo

Verstappen ha dovuto affrontare condizioni variabili, tra pioggia e sessioni interrotte, e non ha potuto sfruttare subito tutte le opportunità in pista. Nella giornata completa al volante della RB22 l’olandese ha chiuso con oltre cento tornate all’attivo, una base solida su cui lavorare per il team di Milton Keynes. Tuttavia, come ha spiegato il pilota, “nonostante la pioggia della prima mattina, nel corso della giornata abbiamo macinato tanti chilometri, imparando molto ma con ancora molte aree da esaminare”, sottolineando l’importanza di accumulare esperienza piuttosto che inseguire tempi immediati. Questa pragmaticità è il filo conduttore della Red Bull in questo inizio di stagione: un debutto della power unit che, pur segnato da qualche imprevisto, è stato capace di fornire indicazioni utili pur restando consapevole della complessità del regolamento tecnico 2026. L’obiettivo condiviso resta quello di capire ogni dettaglio, dalla gestione dell’energia ai setup più efficaci, per arrivare al Bahrain con un bagaglio di informazioni il più possibile approfondito. 

Affidabilità e prospettive per il prosieguo

L’affidabilità della nuova power unit è uno dei temi caldi della prima settimana di test e, sebbene non siano emersi problemi catastrofici, resta una questione da monitorare da vicino. I team hanno spiegato che la nuova generazione dei motori pone sfide tecniche non banali, soprattutto nel bilanciare potenza termica e gestione elettrica, elementi che Verstappen ha definito “ancora in fase di sviluppo e comprensione”. “Serve tempo per capire il motore e apportare modifiche al setup; abbiamo cercato di fare quanti più giri possibile e provare più soluzioni durante la giornata”, ha aggiunto il quattro volte iridato, ribadendo che la chiave è imparare dal comportamento in pista prima di puntare a obiettivi di performance pura. Questo realismo non scalfisce però l’ottimismo di fondo: la Red Bull è partita con il piede giusto e, con il lavoro che verrà, l’obiettivo è trasformare questa buona base in competitività concreta quando i test si sposteranno in Bahrain e poi nella prima gara della stagione. 

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Sezione: News / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 13:06
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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