Oliver Bearman ha ridimensionato le aspettative secondo cui riuscirà a sbloccare grandi miglioramenti in termini di velocità pura mentre prosegue il suo percorso in Formula 1. Il pilota della Haas ha impressionato la scorsa stagione con una serie di ottime prestazioni e, avvicinandosi al suo secondo anno nella categoria, afferma che la sua attenzione è rivolta soprattutto alla costanza e all’esecuzione, più che alla velocità assoluta.
Migliorare la gestione del weekend di gara
Bearman, che ha svolto dei test con la Haas a Barcellona la scorsa settimana, ritiene che il passo di base che lo ha accompagnato nelle categorie junior sia già consolidato e che i miglioramenti più significativi possano arrivare dal modo in cui gestisce efficacemente un intero weekend di gara. «Non mi aspetto di diventare un pilota più veloce o di trovare altri decimi. Non è realistico», ha spiegato Bearman, aggiungendo di non sentirsi più rapido ora di quanto lo fosse in Formula 3 o in Formula 4. Piuttosto, Bearman ha individuato in aspetti come il feedback agli ingegneri, la gestione delle sessioni e la preparazione del weekend gli ambiti chiave in cui si possono ottenere dei progressi. Ha descritto questo approccio come una mentalità che si sviluppa solo con l’esperienza, piuttosto che qualcosa che possa essere accelerato artificialmente.
Miglioramento guidato dal processo
Il 19enne crede che migliorando la qualità delle sue sessioni di prove possa mettersi in una posizione più forte quando conta davvero. Uscite più solide in FP1, FP2 e FP3, sostiene, gli permetteranno naturalmente di estrarre di più dalla vettura in qualifica, anche se il potenziale assoluto sul giro resterà invariato. «Non credo che il mio tempo sul giro massimo migliorerà», ha aggiunto Bearman. «Ma se riesco a mettere insieme weekend più puliti, posso portare la macchina in una condizione migliore. E, grazie a prove libere migliori, sarò in grado di trovare un po’ più di tempo in qualifica e di tirare fuori di più da me stesso». Le parole di Bearman sottolineano un approccio pragmatico e misurato al suo sviluppo. Piuttosto che inseguire guadagni marginali nella prestazione di picco, la sua priorità è rendere a un livello elevato con maggiore continuità e ridurre la variabilità che spesso caratterizza molti piloti alle prime armi in F1. Puntando su ripetibilità e miglioramento guidato dal processo, Bearman mira a esprimersi più spesso vicino al suo potenziale mentre lui e il resto della griglia si preparano ad affrontare i profondi cambiamenti regolamentari previsti per la stagione 2026. Il pilota, che fa parte del programma giovani della Ferrari, è considerato il candidato destinato a sostituire in futuro Lewis Hamilton nel team italiano.
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