Perché l'Aston Martin ha rischiato di saltare i test, arrivando a Barcellona senza nemmeno un filming day alle spalle? In molti hanno pensato a problemi organizzativi, ma la verità come vi avevamo svelato era un'altra. Ed è una verità tecnica che porta la firma di Adrian Newey. Parlando ai canali ufficiali del team, il progettista più vincente della storia ha spiegato che il ritardo non è stato un incidente di percorso, ma il prezzo da pagare per una scommessa ingegneristica radicale.

La scelta: meglio potenziale che puntualità

Newey ha imposto una filosofia chiara: inutile finire presto una macchina mediocre. Meglio soffrire fino all'ultimo bullone ma avere una base che possa crescere durante l'anno. “Abbiamo cercato di costruire qualcosa che speriamo abbia un notevole potenziale di sviluppo”, ha spiegato Newey. “Era importante evitare di progettare un’auto magari ‘puntuale’ a livello di tempistiche di costruzione, ma con poco potenziale a livello di sviluppo”.

L'incubo degli ingegneri: la "Miniaturizzazione"

La AMR26 è nata in ritardo perché Newey ha chiesto l'impossibile al reparto meccanico. L'obiettivo era ridurre gli ingombri interni al minimo fisico consentito per liberare spazio all'aerodinamica.

“Quella per essere in pista a Barcellona è stata una corsa contro il tempo, perché la macchina ha effettivamente preso forma nelle ultimissime settimane”, ha ammesso il tecnico. Non è stato facile per i miei ingegneri meccanici accettare le sfide che ho posto loro, ma era importante riuscire a ‘miniaturizzare’ tutto per rendere l’AMR26 il più compatta possibile”.

Prima lo scheletro, poi i muscoli

Il lavoro si è concentrato su ciò che non si vede (telaio, raffreddamento, packaging), lasciando le appendici aerodinamiche come "vestito" evolvibile. Una base compatta permette, in futuro, di cambiare le forme esterne senza vincoli meccanici.

“Ci siamo concentrati molto sui fondamentali, impegnandoci al massimo, sapendo che alcune appendici ali, carrozzeria, elementi che possono essere modificati durante la stagione avranno, si spera, un buon potenziale di sviluppo”.

Ecco perché Alonso è tranquillo: la macchina arrivata in ritardo è, in realtà, un gioiello di miniaturizzazione pronto a esplodere.

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Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 20:33
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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