Lo shakedown di Barcellona ha regalato a Lewis Hamilton il miglior tempo, ma per la Ferrari questo non rappresenta il vero motivo di soddisfazione. Il segnale più incoraggiante per la Scuderia, reduce da un 2025 deludente, è arrivato soprattutto dall’affidabilità complessiva della SF-26 e dalla solidità dei suoi sistemi, più che dalla prestazione pura. Dopo cinque giorni di attività, due Ferrari hanno chiuso prima e quarta nella classifica dei tempi, separate dalla Mercedes di Russell e dalla McLaren di Norris. Il riferimento cronometrico di Hamilton è arrivato senza una vera ricerca della prestazione, semplicemente sfruttando un set di gomme soft, mentre il sorriso di Leclerc — autore del quarto tempo in condizioni di pista meno favorevoli — racconta meglio di ogni dato il clima che si respira a Maranello: la sensazione di aver finalmente voltato pagina.

Il vero punto di forza: l'affidabilità

I tempi, com’è noto, vanno interpretati con cautela. Ma altri elementi hanno restituito fiducia all’ambiente Ferrari. Su tutti, il chilometraggio impressionante: oltre 2.000 km percorsi senza problemi, equivalenti a più di sei Gran Premi. Se si aggiungono anche i dati raccolti dalla power unit Ferrari montata su Haas e Cadillac, il bilancio complessivo diventa ancora più significativo. Il primo grande timore — quello legato all’affidabilità — sembra quindi superato.La power unit 067/6 ha mostrato una continuità di funzionamento impeccabile, con numeri paragonabili solo a quelli Mercedes. Un aspetto che ha smentito i dubbi circolati nei mesi scorsi e che rappresenta una base fondamentale su cui costruire il progetto. Hamilton stesso ha parlato di una settimana positiva, sottolineando il buon clima interno e l’enorme lavoro ancora da svolgere.

Analisi dei dati e galleria del vento

Ora l’attenzione si sposta sull’analisi dei dati e sulla correlazione con simulatore e galleria del vento. La SF-26, pur in versione iniziale, è apparsa una vettura prevedibile e comprensibile per i piloti, anche se il minor carico aerodinamico rispetto al 2025 impone uno stile di guida diverso. Il nodo principale resta la gestione dell’ibrido, vero cuore del nuovo regolamento.In questo ambito, la Mercedes sembra al momento più avanti, con una integrazione endotermico-elettrico più raffinata. Un vantaggio che consente ai team clienti di accelerare il lavoro di comprensione e sviluppo, come dimostrato dalla rapidità con cui McLaren ha iniziato a testare soluzioni di assetto nonostante qualche problema iniziale. Per Ferrari, che non può contare su un grande gruppo industriale alle spalle nel campo dell’elettrico, la sfida sarà sviluppare strategie proprietarie. Il punto di partenza, però, è solido: il programma di lavoro è stato rispettato, senza ritardi, mentre altri team hanno mostrato difficoltà nell’adattarsi alla nuova F1. Lo shakedown di Barcellona, spesso condizionato dalla pioggia, ha detto poco sulle gerarchie ma molto sulla robustezza del progetto. Le risposte vere arriveranno in Bahrain, dove inizierà a delinearsi il reale equilibrio di forze della stagione 2026.

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Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 16:33
Autore: Leonardo Adamo
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