Il debutto delle nuove monoposto di Formula 1 ha lasciato sensazioni contrastanti nel paddock, e Oliver Bearman non lo nasconde. Il pilota Haas ha ammesso di faticare ad adattarsi a uno stile di guida profondamente diverso, influenzato da una gestione dell’energia molto più invasiva rispetto al passato. Fenomeni come il clipping sui rettilinei o il lift-and-coast persino in qualifica rappresentano una novità difficile da digerire. “La cosa fastidiosa è sicuramente la gestione dell’energia”, ha spiegato Bearman, sottolineando come la dipendenza dall’elettrico sia ormai centrale. Una trasformazione attesa, certo, ma viverla in pista è stato per lui “un po’ triste”.
Bearman tra realismo e disillusione
Secondo il britannico, il cambiamento era prevedibile sulla carta, ma l’impatto reale ha avuto un peso emotivo non indifferente. Le nuove vetture richiedono più compromessi, meno istinto e una costante attenzione ai flussi di energia. Nonostante tutto, Bearman non chiude la porta a un’evoluzione positiva: dopo i primi run a Barcellona, le sensazioni sono leggermente migliorate. “Alla fine sembrava abbastanza normale”, ha ammesso, pur rimandando ogni giudizio definitivo a piste con caratteristiche diverse.
Ocon ribalta la prospettiva: “È pazzesco”
Se Bearman guarda più alle difficoltà, Esteban Ocon preferisce soffermarsi sugli aspetti più esaltanti. Il francese è rimasto impressionato dall’accelerazione e dalle velocità di punta raggiunte grazie alla nuova unità di potenza. “Non avrei mai pensato di arrivare a 350 km/h così in fretta”, ha raccontato, descrivendo un’esperienza quasi irreale. Secondo Ocon, la progressione sul dritto e la sensazione di velocità sono qualcosa di mai visto prima in Formula 1. Un segnale chiaro: il nuovo corso divide, ma promette emozioni estreme.
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