Il team principal della McLaren, Andrea Stella, ha dichiarato di essere rimasto particolarmente colpito dalle prestazioni della Mercedes durante il primo test pre-stagionale della scorsa settimana. La W17 ha coperto l’equivalente di due gare e mezza al giorno durante i tre giorni di test al Circuit de Catalunya.

Stella impressionato da Mercedes

Pur con Ferrari e Red Bull che hanno mostrato affidabilità, Stella ha sottolineato come la performance della Mercedes lo abbia impressionato in modo particolare. «Ovviamente è molto difficile dare una valutazione obiettiva, perché non conosciamo i programmi di lavoro degli altri team, i livelli di carburante o i piani di test», ha spiegato. «Inoltre, le condizioni ambientali erano abbastanza diverse da quelle che normalmente incontriamo nei weekend di gara.
Detto questo, è chiaro che ci sono almeno tre competitor – Mercedes, Ferrari e Red Bull – che hanno iniziato molto bene. In particolare, il team di Brackley ha sicuramente alzato l’asticella, e noi dovremo lavorare sodo per fare altrettanto».

Power unit diverse, prestazioni equilibrate

I cambiamenti radicali nei regolamenti di quest’anno, in particolare le nuove regole sulle power unit, avevano sollevato qualche preoccupazione sul fatto che una squadra potesse realizzare una monoposto nettamente più competitiva delle altre. Ma Stella ha detto che il primo test gli ha dato ottimismo sul fatto che questo non sarà il caso. «Il fatto che i tre team che ho menzionato siano equipaggiati con tre power unit differenti è un primo segnale che non ci saranno differenze estreme in termini di prestazioni assolute, almeno per quanto riguarda alcuni fornitori di motori», ha spiegato.

Lo shakedown a Barcellona

Stella ha ammesso che la McLaren sperava di percorrere più giri con la MCL40, debuttante il terzo giorno dei cinque previsti di test. «Sono stati tre giorni molto utili», ha detto Stella. «Abbiamo potuto raccogliere una grande quantità di dati e iniziare a capire come si comporta realmente la nuova generazione di monoposto in pista e non più solo nei simulatori. Ovviamente avremmo voluto fare più giri, ma anche le difficoltà che ci hanno rallentato nei primi due giorni sono state importanti per capire meglio come gestire la macchina. Sapevamo bene che spingere la fase di progettazione fino al limite ci avrebbe portato a questo shakedown con tempi stretti, ma grazie al lavoro svolto in pista e a Woking siamo riusciti a recuperare quasi tutto il tempo perso: è stato un po’ come costruire un aereo in volo, ma ci siamo riusciti»

Sezione: News / Data: Ven 06 febbraio 2026 alle 18:00
Autore: Leonardo Adamo
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