Il 2026 incombe come una linea di frattura per tutta la Formula 1, e in casa McLaren F1 l’aria è già quella dei grandi cantieri aperti. La squadra campione in carica tra Costruttori e Piloti sa che i nuovi regolamenti rimescoleranno le gerarchie e che il vantaggio accumulato oggi non garantisce nulla domani. Andrea Stella ha messo a fuoco le aree su cui Woking intende costruire il prossimo salto in avanti: non tanto una singola intuizione tecnica, quanto la capacità di spremere fino in fondo strumenti nuovi per piloti e ingegneri.

Power unit e gestione dei nuovi strumenti del pilota

Secondo il team principal italiano, uno dei margini più ampi di crescita è legato al modo in cui verrà sfruttata la nuova power unit e l’interazione con chi guida. “Siamo solo alle prime indicazioni, ma credo che ci sia un potenziale enorme nel modo in cui si può utilizzare il nuovo motore insieme alle opzioni messe a disposizione del pilota”, ha spiegato Stella, sottolineando come il lavoro non sia solo di progettazione ma anche di integrazione tra hardware e stile di guida. A questo si aggiunge la gestione delle configurazioni aerodinamiche variabili: “C’è molto da estrarre anche nell’alternanza tra assetto da curva e assetto da rettilineo, è un terreno tutto da esplorare”. Un passaggio che racconta come il 2026 non premierà solo chi avrà il pacchetto più efficiente, ma chi saprà renderlo flessibile e sfruttabile in gara, curva dopo curva, giro dopo giro.

Un regolamento che azzera le certezze

Stella ha poi inquadrato la portata del cambiamento regolamentare, mettendolo a confronto con l’ultima grande rivoluzione tecnica. “È chiaro che questa generazione di monoposto è ancora in una fase embrionale di sviluppo”, ha osservato, ricordando come nel 2022 l’introduzione dell’effetto suolo avvenne in un contesto più stabile dal punto di vista di motori e pneumatici. Stavolta, invece, cambia tutto insieme: telaio, aerodinamica e unità di potenza. Un mix che rende imprevedibile la fotografia dei valori in pista. McLaren, pur partendo da campione del mondo in carica, sa di non potersi permettere di difendere soltanto: l’obiettivo è arrivare ai test del Bahrain con una base solida, ma soprattutto con la capacità di imparare in fretta. In un ciclo tecnico così acerbo, la velocità di sviluppo può pesare quanto la qualità del progetto iniziale nella corsa al vertice della f1.

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Sezione: News / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 10:49
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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