“Possiamo dimenticare tutto quello che abbiamo imparato dai tempi del kart!”: la frase di Esteban Ocon rende bene l’idea di quanto profondo sarà il cambiamento introdotto dal regolamento 2026. Le nuove vetture richiederanno un adattamento radicale, come confermato anche da Oscar Piastri, che parla di “alcune grandi differenze”, e da George Russell: “In questo momento, c’è molto da imparare”. Il cuore della rivoluzione è la power unit, basata su una ripartizione quasi paritaria tra motore termico ed elettrico. Questo obbligherà i piloti a ragionare in modo controintuitivo: a volte rallentare sul dritto, recuperare energia e sacrificare l’immediatezza per costruire un giro più efficace nel suo insieme.

Gestione dell’energia e timori sulla sicurezza

La gestione della batteria sarà centrale per tutta la stagione, come sottolinea Lando Norris: “La sfida più grande in questo momento è la gestione della batteria”. Inizialmente, però, questo scenario ha sollevato dubbi legati alla sicurezza, soprattutto per le possibili differenze di velocità tra chi recupera energia e chi spinge al massimo. Toto Wolff ha raccontato un episodio emblematico dei test di Barcellona: “C’era una differenza di 50 o 60 km/h sul rettilineo”. Un dato che, unito a vetture più leggere e con meno carico aerodinamico, lascia intendere un cambio nello stile di gara: più sorpassi, anche in punti inaspettati, e una componente strategica più marcata.

Pioggia, visibilità e un rischio sotto controllo

Restano alcune incognite, soprattutto sui circuiti cittadini veloci. Russell in passato aveva avvertito: “Un incidente a 360 o 370 km/h sarebbe piuttosto folle”. Tuttavia oggi il pilota Mercedes ridimensiona le preoccupazioni, spiegando che in condizioni di asciutto le differenze di velocità non saranno critiche. Anzi, paradossalmente, la pioggia potrebbe ridurre i rischi: “In condizioni di bagnato, l’energia dovrebbe essere sufficiente per l’intero giro”. Anche Piastri concorda: “Le differenze di velocità potrebbero essere un po’ più grandi rispetto a quelle che avevamo con il DRS, ma non credo che si verificheranno scenari pericolosi”. Un risultato ottenuto grazie al lavoro congiunto tra team e FIA, con l’obiettivo di rendere la nuova Formula 1 più complessa, sì, ma anche più sicura e leggibile in pista.

Sezione: News / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 19:15
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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