La stagione 2026 della Aston Martin F1 si apre con entusiasmo e cautela. Pur avendo tra le mani una monoposto firmata dal genio di Adrian Newey, Fernando Alonso non si nasconde: il lavoro da fare per inseguire i big è ancora enorme e i ritardi nello sviluppo rischiano di pesare nelle prime gare. Tra ritrosie sul futuro personale e la complessa transizione tecnica con motore Honda, l’asturiano guarda avanti con realismo e determinazione in un campionato che promette sorprese.
All’indomani della presentazione della nuova AMR26, Alonso ha fornito un quadro netto dello stato del progetto Aston Martin: “So che dobbiamo recuperare, non siamo dove vorremmo essere”, ha spiegato il due volte campione del mondo con tono pacato ma realistico, sottolineando che la squadra è stata costretta a inseguire sin dall’inizio. Il fenomenale Newey, ora al timone tecnico del team, ha portato con sé nuove filosofie progettuali ma anche ritardi: la vettura è stata finita a tempo di record e ha dovuto rinunciare a preziose ore di test a causa di un ingresso in galleria del vento posticipato di mesi, penalizzando lo sviluppo complessivo rispetto a rivali come Ferrari e Mercedes.
Ritardi e realtà: la ricetta Aston Martin
Nei garage di Silverstone il mantra è lo stesso: nulla viene lasciato al caso, ma il lavoro di Newey e del suo team richiede tempo. Alonso non ha mai nascosto che la stagione potrebbe avere una prima metà difficile, con gli aggiornamenti tecnici che arriveranno gradualmente man mano che il campionato si svilupperà. “È importante crescere gara dopo gara e vedere miglioramenti tangibili prima di prendere decisioni importanti”, ha detto il pilota spagnolo ribadendo l’intenzione di rimandare ogni scelta sul proprio futuro agonistico alla fine della stagione, possibilmente a settembre, quando il pacchetto aerodinamico e il bilanciamento di performance saranno più chiari. La sensazione infatti è che, anche se la nuova era regolamentare porti potenziale, l’inizio di campionato potrebbe vedere Aston Martin lottare più per punti iridati che per i podi.
Tra ambizione e pragmatismo
La voce del campione arriva in un momento di grandi aspettative ma anche di pragmatismo. Alonso ha sottolineato che la F1 è uno sport dinamico, fatto di alti e bassi, e che la competitività non si conquista in un giorno: “Ci sarà molta evoluzione nel corso della stagione, miglioreremo tanto, ma non possiamo aspettarci l’immediato dominio”. Questo punto di vista evidenzia quanto la strada per portare Aston Martin ai vertici sia ancora lunga, nonostante l’investimento enorme fatto dalla squadra britannica e la presenza di uno dei più celebri ingegneri della storia della Formula 1.
In un campionato in cui ogni decimo di secondo può fare la differenza, la sfida di Alonso e della sua squadra è chiara: trasformare le premesse ambiziose in risultati concreti, crescere di gara in gara e sfruttare ogni evoluzione tecnica per avvicinarsi ai top team. Il 2026 si apre quindi come la stagione dell’attesa, della costruzione e della verifica, più che dell’illusione di colpi di scena immediati.
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