I test pre-stagionali in Bahrain stanno assumendo un peso psicologico enorme per molte squadre, ma in particolare per Ferrari F1 e Williams F1. Nel deserto di Sakhir, dove ogni giro, ogni dato raccolto e ogni dettaglio tecnico vengono scrutati dai rivali e dai media, entrambe le squadre si trovano a dover rispondere a domande sulla direzione del loro sviluppo e su quanto le loro prestazioni possano tradursi in risultati concreti. La pressione non nasce solo dalla voglia di dimostrare competitività nei test, ma anche dai confronti interni ed esterni sulla progettazione delle monoposto in questa nuova era tecnica della Formula 1. 

Per Ferrari, la pressione è duplice: da un lato c’è l’eredità di un marchio che non accetta risultati “normali”, dall’altro c’è la necessità di interpretare correttamente i dati di Sakhir in un contesto in cui tempi sul giro e assetti utilizzati possono essere fuorvianti. I test pre-stagionali, infatti, consentono alle squadre di provare diversi carichi di carburante e mescole di pneumatici, ma questi numeri vanno presi con cautela perché non riflettono necessariamente la vera performance in gara. Proprio per questo i tifosi e gli esperti tendono a leggere troppo nelle classifiche dei test, generando aspettative che possono trasformarsi in critiche premature. :

Ferrari: dati positivi ma giudizio sospeso

La Rossa ha lavorato intensamente sui nuovi pacchetti aerodinamici e sulla raccolta di informazioni utili per ottimizzare la bilanciatura della monoposto, ma alcuni tecnici e osservatori avvertono che, nonostante i chilometri percorsi, il quadro competitivo rimane difficile da interpretare. Mano a mano che gli ingegneri analizzano i dati, emerge la consapevolezza che il vero test arriverà solo quando la squadra potrà confrontarsi con condizioni di gara reali e le temperature più alte di Melbourne. Questo clima di incertezza contribuisce alla pressione addosso alla squadra di Maranello, dove ogni piccolo deficit di performance viene amplificato dalle aspettative dei tifosi e degli addetti ai lavori. 

Williams: ritardi e rincorsa tecnica

La situazione non è meno complicata per Williams. Il team di Grove ha affrontato sfide logistiche e tecniche prima ancora di arrivare in Bahrain, tra cui la mancata partecipazione a shakedown precedenti e voci su problemi di peso della vettura che hanno rallentato lo sviluppo della nuova FW48. Queste difficoltà, unite al fatto che molte squadre hanno già accumulato più chilometri e dati nei test precedenti, mettono Williams in una posizione di rincorsa, con il rischio di essere già dietro rispetto a una concorrenza che parte con un vantaggio in termini di esperienza con la nuova monoposto. Questa situazione aumenta la pressione sulla squadra di James Vowles, che ora deve concentrare ogni risorsa disponibile per colmare il gap prima dell’inizio del campionato. 

In un paddock dove ogni curva, ogni feedback dei piloti e ogni indicazione di affidabilità viene analizzata fino all’ultimo dettaglio, Ferrari e Williams sanno che affrontare la prima sessione di test in Bahrain con risposte parziali o ambigue può significare dover inseguire sin dall’inizio. La sfida per entrambe sarà trasformare la pressione esterna in carburante per affinare le monoposto, limitare le incognite tecniche e presentarsi a Melbourne nelle condizioni migliori possibili, pronti a competere nel modo più concreto e incisivo. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

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Sezione: News / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 17:17
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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