Il SuperBowl è anche politica e Lewis Hamilton è un maestro ad utilizzare le piattaforme sportive per mandare messaggi sociali. Un episodio sorprendente fuori pista ha visto protagonista Lewis Hamilton, che ha risposto con forza alle critiche espresse dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti dell’Halftime Show del Super Bowl LX. La polemica nazionale sulle performance musicali durante la storica finale di football americano ha superato i confini culturali e coinvolto anche volti noti internazionali: Hamilton, presente allo spettacolo, ha voluto dire la sua lanciando un messaggio che trascende lo sport e si concentra su temi di unità e inclusività in un mondo sempre più diviso.

Sul proprio profilo social, il sette volte campione del mondo ha definito l’esibizione del rapper portoricano Bad Bunny — che ha incantato milioni di spettatori con uno show ricco di simbolismi e riferimenti alle proprie radici — come uno dei momenti più significativi nella storia delle performance di metà partita. “È stato uno degli halftime show più importanti di sempre. In un mondo e in un paese guidati da persone che sembrano alimentare divisioni, abbiamo visto un artista che ha parlato di unità e di amore; questo mi ha emozionato profondamente”, ha scritto Hamilton, sottolineando il rispetto per il messaggio di insieme e l’impatto emotivo che lo spettacolo ha avuto su di lui nonostante non parli spagnolo.

Trump contro lo show, Hamilton contro la divisione

La scintilla della polemica è stata lo stesso show che il presidente Trump ha attaccato con durezza definendolo “terribile” e un affronto ai valori americani. Secondo Trump, il fatto che l’esibizione fosse in gran parte in lingua spagnola e portasse con sé messaggi legati all’identità culturale e alle origini di Bad Bunny sarebbe stato in contrasto con la tradizione statunitense. Hamilton ha ribaltato questa negatività, proponendo una visione in cui la diversità diventa motivo di forza, non di divisione: “Ho il massimo rispetto per Benito e per ciò che ha portato sul palco: non era un spettacolo che riguardava solo lui, ma parlava alla gente”. Il riferimento alla bandiera di Grenada e alle proprie radici caraibiche ha aggiunto un tocco personale a una dichiarazione di sostegno che si è trasformata in un simbolo di apertura e riconoscimento delle molteplici culture che compongono il mondo dello sport e oltre. 

Un dialogo che va oltre lo sport

Il botta e risposta tra Hamilton e Trump non è il primo caso in cui la vita pubblica di una stella della Formula 1 si intreccia con questioni sociali e politiche, ma è certamente uno dei più eclatanti degli ultimi anni, per la risonanza dell’evento in gioco e per le parole scambiate. In un’epoca in cui temi come identità, inclusione e rappresentanza sono al centro del dibattito globale, la posizione di Hamilton ribalta la narrativa, scegliendo di trasformare uno spettacolo di intrattenimento in un momento di riflessione collettiva. Che si tratti di sport o cultura pop, il messaggio che emerge è quello di non lasciare spazio alle divisioni ma di cercare nei simboli condivisi una base di dialogo che superi stereotipi e barriere. 

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Sezione: News / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 16:14
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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