Nel paddock del Bahrain, dove i test di F1 oggi stanno iniziando a delineare i primi equilibri, Toto Wolff non ha nascosto una certa franchezza nel commentare lo stato di forma della Red Bull Racing. Il team principal della Mercedes F1 ha fotografato una realtà che, almeno in questa fase di avvicinamento alla stagione, sembra premiare il lavoro svolto a Milton Keynes. Un riconoscimento che pesa, perché arriva da uno dei principali rivali, in un contesto di F1 formula 1 sempre più compressa sul piano tecnico.

Wolff sorpreso dal livello della Red Bull

Il manager austriaco non ha nascosto un pizzico di ironia nel suo giudizio: «a essere sincero speravo che la Red Bull fosse messa peggio di così. Invece sembra proprio che abbiano fatto un lavoro eccellente». Parole che raccontano una Red Bull capace di presentarsi ai test con un pacchetto già convincente, frutto di uno sviluppo lineare e di una continuità tecnica che, almeno per ora, sta pagando dividendi evidenti.

Pacchetto tecnico e Verstappen fanno la differenza

Wolff ha poi allargato il discorso al quadro complessivo delle forze in campo: «in questo momento vettura e power unit rappresentano il riferimento per tutti. E poi c’è Max al volante: quella combinazione è estremamente solida». Il riferimento a Max Verstappen non è casuale: per la concorrenza, battere la Red Bull significa non solo colmare un gap tecnico, ma anche trovare un modo per spezzare l’alchimia tra una monoposto efficace e un pilota capace di estrarne il massimo giro dopo giro. In questa fase di test, la Mercedes prende appunti, consapevole che il percorso di rincorsa passa da un’accelerazione nello sviluppo se vuole tornare a contendere la leadership a una Red Bull che, almeno al primo sguardo, sembra già in modalità campionato.

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Sezione: News / Data: Mer 11 febbraio 2026 alle 15:17
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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