Il dietro le quinte della Formula 1 non si ferma mai, soprattutto quando una squadra decide di ridisegnare la propria struttura dopo mesi di turbolenze interne. In casa Red Bull il lavoro di ricostruzione passa anche da figure chiave lontane dalla pista, ma determinanti per il peso politico ed economico del team. L’arrivo di un profilo con esperienza diretta a Maranello racconta molto della direzione scelta a Milton Keynes, tra la necessità di stabilità e la volontà di alzare l’asticella sul piano commerciale.

Red Bull riorganizza i vertici dopo l’era Horner

Nel processo di ristrutturazione avviato da Red Bull dopo la fine dell’era Horner, il team ha inserito una figura di peso come Paul Gandolfi nel ruolo di chief commercial officer. Una scelta che segnala la volontà di ricostruire alcune aree strategiche del team, dopo l’uscita di diverse figure apicali negli ultimi mesi. Gandolfi ha già iniziato a lavorare a stretto contatto con il management, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento commerciale della scuderia in una fase di transizione delicata, in cui la stabilità interna diventa una risorsa tanto importante quanto le prestazioni in pista.

L’eredità Ferrari e il peso delle grandi partnership

Il valore aggiunto del nuovo dirigente sta soprattutto nel suo passato in Ferrari, dove ha contribuito a costruire accordi di primo piano con sponsor globali. A Maranello è stato uno degli artefici dell’intesa con HP, una partnership di titolo che ha ridefinito l’immagine commerciale della Scuderia e ne ha rafforzato la solidità economica. In Red Bull il suo compito sarà replicare un modello simile, adattandolo a una struttura che ha sempre fatto dell’identità di brand uno dei propri punti di forza. Nel paddock si legge questa mossa come un segnale di pragmatismo: pescare competenze dove funzionano, anche se arrivano dal “campo avverso”.

La sensazione è che la scuderia anglo-austriaca stia cercando profili abituati a muoversi sotto pressione, in contesti ad alta esposizione mediatica e con sponsor di primo livello. Dopo le scosse degli ultimi mesi, la priorità è ricostruire una filiera decisionale solida, capace di sostenere il progetto sportivo anche fuori dalla pista. In un campionato dove l’immagine pesa quanto i risultati, il rafforzamento dell’area commerciale diventa una mossa chiave per proteggere competitività e attrattività del team nel medio periodo.

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Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 10:32
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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