La prima giornata di test in Bahrain ha regalato a Red Bull Racing una vetrina quasi perfetta: chilometraggio, long run senza intoppi e la sensazione di una power unit già matura al debutto in versione ufficiale. Max Verstappen ha inanellato stint lunghissimi senza alcuna incertezza, raccogliendo anche l’endorsement di Toto Wolff, che nel paddock ha provato a spostare su Milton Keynes l’etichetta di favorita. Ma scavando sotto la superficie, l’esordio della nuova PU firmata Red Bull Powertrains non è stato immacolato come potrebbe sembrare.

La vetrina Red Bull e i complimenti di Wolff

Nel box della squadra “senior” tutto ha funzionato a dovere: «la loro macchina, insieme al propulsore, è il riferimento del momento, e con Max al volante il pacchetto diventa ancora più forte», è il senso del riconoscimento arrivato da Toto Wolff dopo aver osservato il passo gara e la gestione dell’energia in pista. Verstappen ha completato una mole impressionante di giri, chiudendo la giornata alle spalle della McLaren di Norris e dando l’idea di una power unit solida, capace di sostenere stint lunghi senza cali evidenti. Un messaggio forte per la concorrenza in questa fase di F1 oggi, dove l’affidabilità è il primo vero indicatore di competitività.

Il primo campanello d’allarme arriva dalla Racing Bulls

Il quadro, però, cambia se si guarda al team satellite. Sulla Racing Bulls, la RBPT-Ford ha mostrato il primo vero cedimento del suo programma di test: «al mattino Arvid Lindblad è riuscito a portare a casa 75 giri, poi il problema al motore ha bloccato il programma pomeridiano, costringendo la squadra ad avviare verifiche approfondite». Un intoppo che non ha toccato direttamente la Red Bull ufficiale, ma che accende un faro sull’affidabilità complessiva del progetto, soprattutto in una fase in cui ogni ora di pista pesa come oro. Né Lindblad né Verstappen saranno in azione il giorno successivo: «toccherà a Liam Lawson e a Isack Hadjar portare avanti il lavoro per continuare a raccogliere dati utili». Il messaggio che filtra dal paddock è chiaro: la nuova power unit Red Bull Powertrains ha mostrato un potenziale notevole, ma il primo scossone è arrivato. Ed è proprio da questi inciampi, più che dai giri senza problemi, che si misura la maturità di un progetto nella F1.

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Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 08:24
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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