L’inizio della nuova era regolamentare non sta sorridendo alla Aston Martin. Nei test in Bahrain la AMR26 ha mostrato limiti evidenti, confermati dalle parole schiette di Lance Stroll. Il canadese ha ammesso che la squadra ha “molto lavoro da fare” dopo un inverno complicato, segnato anche da chilometraggio ridotto rispetto ai rivali.

Il ritardo accumulato nei test precedenti si è fatto sentire: meno giri significano meno dati, meno comprensione del pacchetto tecnico e più incognite in vista del debutto stagionale. “Sto ancora imparando a usare la macchina e il motore”, ha spiegato Stroll, sottolineando come il deficit non sia legato a un solo fattore ma a un insieme di criticità.

Motore, bilanciamento e un gap allarmante

La fotografia tecnica non è incoraggiante. Stroll ha parlato apertamente di una “combinazione di cose: motore, equilibrio, aderenza”. Anche in frenata e in ingresso curva le sensazioni non sono positive: “Al momento non è il massimo, questo è certo”.

Il confronto con i migliori è impietoso. Nei long run e nelle simulazioni sul giro secco il distacco si aggira attorno ai quattro secondi. “Al momento sembra che siamo a quattro secondi dalla squadra in testa, quattro secondi e mezzo… dobbiamo provare a trovare quattro secondi di prestazione. Non credo che cadano dal cielo”.

Un’affermazione forte, che rende l’idea della montagna da scalare. In Formula 1 recuperare simili margini richiede aggiornamenti profondi, sia sulla power unit sia sul telaio, oltre a una comprensione più raffinata delle nuove dinamiche aerodinamiche.

Tra speranze e realismo: il tempo come unico giudice

Nonostante tutto, in casa Aston Martin non manca la fiducia nelle risorse interne. L’arrivo di Adrian Newey e la partnership tecnica con Honda rappresentano basi solide per il futuro. Lo stesso Stroll ha dichiarato: “Abbiamo tutti gli strumenti per garantire vittorie in gara e campionati”.

Eppure il presente racconta altro. “Siamo dove siamo e abbiamo i problemi che abbiamo”, ha detto con pragmatismo. Quanto ai lati positivi dei test, l’ironia non è mancata: “Fuori c’è il sole… La livrea è bellissima”.

Il verdetto arriverà in Australia, primo banco di prova reale. Fino ad allora, il cronometro resta l’unico giudice credibile di una squadra chiamata a trasformare promesse ambiziose in prestazioni concrete.

Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 16:30
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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