Nei primi chilometri percorsi sul tracciato di Bahrain International Circuit, la nuova power unit sviluppata da Red Bull Ford Powertrains ha attirato immediatamente l’attenzione del paddock. A sottolinearlo è stato Carlos Sainz, oggi al volante della Williams Racing, che dopo aver analizzato i dati GPS non ha nascosto la sorpresa: "È ancora estremamente presto, ma se dovessi giudicare in base ai dati GPS di ieri, allora è vero che quello che ha fatto ieri Red Bull Ford Powertrains è stato un passo avanti significativo rispetto a tutti gli altri".

Il pilota spagnolo ha parlato di un progresso non marginale ma marcato, aggiungendo: "Non solo un piccolo passo, ma un passo significativo, ed è stato tremendamente impressionante". Parole che pesano, soprattutto considerando che arrivano da un osservatore diretto in pista e non da indiscrezioni di corridoio.

Potenza elettrica e gestione dell’energia: il vero ago della bilancia

Il regolamento 2026 ha rivoluzionato l’equilibrio tra componente termica ed elettrica. L’MGU-K ora può sprigionare fino a 350 kW, una quota molto più rilevante rispetto al passato. In Bahrain si è visto come la gestione dell’energia sia diventata determinante: alcuni piloti hanno dovuto adattare lo stile di guida, mantenendo regimi più alti nelle curve lente per massimizzare il recupero.

Secondo i riscontri raccolti, Max Verstappen sarebbe riuscito a sfruttare con continuità gran parte della potenza elettrica disponibile nei rettilinei, mantenendo velocità di punta superiori alla media giro dopo giro. Un segnale di efficienza non solo del motore, ma anche del software e dell’integrazione complessiva del sistema.

Nessun compromesso apparente

Sainz ha poi evidenziato un aspetto ancora più delicato: l’assenza di apparenti sacrifici in termini di guidabilità. "Se riescono a competere nella prima gara con un regolamento completamente nuovo, un motore completamente nuovo e nuove persone, e poi a essere il motore più veloce e affidabile, bisogna togliersi il cappello e riconoscere ciò che hanno realizzato, perché almeno quello che hanno mostrato ieri è stato davvero impressionante."

Il nodo centrale, secondo lo spagnolo, sarà la capacità di integrare motore, software e telaio senza costringere il pilota a rinunce. "La chiave di queste normative non sarà considerarle separatamente, ma integrarle insieme". E ancora: "Se la macchina ti dice di scalare in un certo modo, tu fai semplicemente quello che ti chiede".

Resta però l’incognita tipica dei test: programmi differenti, carichi di carburante sconosciuti e mappature nascoste possono alterare la percezione. Ma se i primi indizi saranno confermati in gara, il 2026 potrebbe iniziare con un riferimento tecnico già ben definito.

Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 15:02
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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