Tra i box del Bahrain l’aria è quella delle grandi attese, ma anche delle prime conferme. I test non raccontano mai tutta la verità, però lasciano intravedere linee di tendenza che i piloti leggono prima di chiunque altro. In Red Bull si lavora su una mole di dati che dovrà portare risposte concrete già verso Melbourne, con la consapevolezza che la nuova era tecnica richiede tempo per essere decifrata fino in fondo. Nel frattempo, la sensazione che emerge dal paddock è che la griglia, almeno al vertice, non abbia ancora cambiato pelle: la gerarchia sembra ricalcare quella degli ultimi anni in F1 Formula 1.

A fare il punto è stato Isack Hadjar, impegnato nel programma Red Bull e in contatto diretto con il lavoro di sviluppo. “Con un’altra tornata di test in arrivo dovremmo accumulare chilometri sufficienti prima di andare a Melbourne. Finora il piano di lavoro sta funzionando”, ha spiegato ai microfoni di Sky Sports News. Sul tema delle sensazioni di guida e sulle parole di Max Verstappen, che ha ammesso di non divertirsi con le nuove vetture, Hadjar ha scelto una linea pragmatica: “Io e Max stiamo dando il massimo. Che piaccia o meno, conta tirare fuori il meglio. È una sfida enorme, non è semplice capire tutto quello che succede in macchina, ma i passi avanti arrivano in fretta”. Un modo per ridimensionare il tema del “piacere” alla guida in una fase in cui l’apprendimento tecnico è ancora prioritario.

Non solo motore il quadro Red Bull

Hadjar ha toccato anche il tema della power unit, dopo le parole di Toto Wolff che indicano Red Bull come riferimento sul fronte motori. La risposta è stata netta: “Il motore conta, ma una Formula 1 non è fatta solo di quello. Il resto della macchina pesa eccome e su quell’aspetto dobbiamo ancora crescere”. Un messaggio che fotografa bene l’approccio interno al team: nessun trionfalismo, piuttosto la consapevolezza che il pacchetto va completato in ogni area, dall’aerodinamica alla gestione dell’energia.

Gerarchie stabili al vertice

Quanto alla lotta per le vittorie, Hadjar non vede una rivoluzione imminente. “Per ora la classifica delle forze mi sembra simile a quella degli ultimi anni. I Big Four restano quelli che si giocheranno i successi”. Un riferimento implicito al solito quartetto composto da Red Bull F1, Ferrari F1, Mercedes F1 e McLaren F1. Una previsione che, se confermata in gara, riporterebbe il Mondiale su binari già noti, con distacchi sottili e vittorie distribuite tra i soliti protagonisti.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 10:26
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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