La lettura dei long run in Bahrain è sempre il passaggio più atteso dei test: è lì che i numeri smettono di essere “giochi di programma” e iniziano a raccontare qualcosa di più concreto sulla gerarchia. Nelle ultime ore l’attenzione si è concentrata sulla simulazione gara di George Russell, osservata da vicino nel box Mercedes F1. Il quadro che emerge non è esaltante in termini di passo puro, soprattutto se messo a confronto con quanto visto nei giorni precedenti da parte di Charles Leclerc e Max Verstappen. La sensazione nel paddock è che la simulazione gara sia il vero banco di prova per capire il livello reale delle monoposto in Formula 1.

A fotografare la situazione è stato Nigel Chiu di Sky Sports, che ha sottolineato come i tempi di Russell non abbiano convinto sul passo gara. “Le simulazioni complete sono quelle che ti permettono di confrontare davvero le prestazioni, perché parti con il pieno e le differenze di carburante si annullano. Nel primo stint con le soft era partito sull’1:39, ma è sceso rapidamente sull’1:40 e poi sull’1:41 nel finale della frazione”. Dopo il pit stop per montare le medie, il britannico ha aperto con un 1:38, salvo poi stabilizzarsi di nuovo sull’1:40 senza aver ancora completato una decina di giri in quel segmento. Un andamento che, messo in fila, racconta di un degrado piuttosto marcato rispetto ai riferimenti visti nelle giornate precedenti.

Il confronto con Leclerc e Verstappen

Il paragone con Ferrari e Red Bull è impietoso. Nei giorni scorsi, Leclerc e Verstappen erano riusciti a tenere stint da oltre una dozzina di giri con tempi costanti sull’1:37, con un calo contenuto verso l’1:38 basso per l’olandese. “Se metti insieme questi numeri, Russell oggi non sta producendo crono all’altezza di quei riferimenti”, è la lettura che circola tra gli addetti ai lavori. Il rischio per Mercedes è che il passo gara resti il vero tallone d’Achille, soprattutto in condizioni di caldo e con degrado accentuato delle gomme posteriori, un tema già emerso nelle ultime stagioni.

Caldo e gomme il nodo da sciogliere

C’è però una variabile che invita alla cautela: Russell ha affrontato la simulazione nel momento più caldo della giornata. “Questo fattore pesa, ma non spiega interamente il distacco visto rispetto a Ferrari e Red Bull”, è l’analisi che filtra dal paddock. Il sospetto è che la W16 soffra ancora quando le temperature salgono, una tendenza che richiama i limiti mostrati dalla Mercedes nelle condizioni più fredde delle generazioni precedenti, quando la finestra ideale di utilizzo delle gomme era più ristretta. Se questi segnali verranno confermati anche nelle prossime simulazioni, il lavoro sul controllo del degrado diventerà una priorità per la squadra di Brackley in vista dell’avvio del Mondiale.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 10:48
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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