Il Bahrain ha restituito una fotografia inattesa della nuova Formula 1: nessuna squadra in fuga, distacchi ridotti e una griglia che, almeno nelle prime letture dei test, appare sorprendentemente compatta. In McLaren c’era l’aspettativa di vedere emergere subito un riferimento chiaro, complice il cambio regolamentare e le simulazioni invernali. Invece, i primi riscontri di Sakhir hanno raccontato altro, aprendo uno scenario che promette equilibrio e margini di sviluppo distribuiti. A Woking l’analisi è iniziata presto, tra long run indicativi e confronti incrociati con i dati raccolti nelle sessioni di F1, con la consapevolezza che il vero valore delle vetture emergerà solo quando i carichi di benzina saranno comparabili.

A mettere nero su bianco la sorpresa è stato il capo progettista Rob Marshall, che ha ammesso di non aspettarsi una griglia così ravvicinata. Come riportato da RacingNews365, il tecnico britannico ha sottolineato che l’elemento più evidente emerso dai test è stato proprio l’equilibrio generale: “Quello che mi ha colpito di più, in tutta sincerità, è quanto sembri combattuto il gruppo”. In McLaren ci si attendeva che qualcuno potesse presentarsi subito con un pacchetto in grado di “fare il vuoto”, anche alla luce delle attese su Mercedes per il nuovo corso tecnico, ma lo scenario osservato tra Barcellona e Bahrain racconta una storia diversa. “Pensavo fosse molto probabile che una squadra azzeccasse tutto fin dall’inizio. A giudicare da quello che vediamo, non è successo”, ha fatto capire Marshall, lasciando intendere che il lavoro di sviluppo sarà determinante gara dopo gara.

Red Bull e Mercedes attese al varco

L’idea diffusa nel paddock era che Mercedes F1 potesse partire con un vantaggio grazie alle scelte tecniche legate al nuovo ciclo regolamentare, ma le prime indicazioni non parlano di una leadership netta. Allo stesso tempo, Red Bull F1 resta un riferimento naturale per solidità complessiva, pur senza apparire irraggiungibile. Secondo Marshall, il quadro che emerge è quello di un gruppo di vetture molto vicine per prestazioni, con punti di forza differenti a seconda delle aree della pista: “Sembra esserci un bel gruppetto di macchine davvero competitive. Non è facile valutare con precisione, ma qualcosa si riesce a leggere”. Un equilibrio che, se confermato, potrebbe rimescolare le gerarchie soprattutto nelle prime gare.

I long run come cartina di tornasole

Il vero termometro, però, resta il passo gara. Quando i team hanno iniziato a completare distanze da Gran Premio, le differenze strutturali hanno cominciato a emergere con maggiore chiarezza. Marshall lo ha spiegato senza giri di parole: “Quando si iniziano a simulare le gare, certe tendenze di rendimento diventano più evidenti”. Ed è proprio su quel terreno che McLaren sta cercando di capire dove intervenire per massimizzare il potenziale della propria monoposto in F1 Formula 1. L’impressione è che nessuno sia destinato a scappare via subito: “Non mi sembra che qualcuno prenderà il largo. Sarà una stagione di resistenza”, una previsione che, se confermata, potrebbe regalare un campionato più aperto del previsto.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 08:11
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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