Il primo assaggio di pista del 2026 in Bahrain ha già acceso i radar degli addetti ai lavori. Tra carichi di benzina variabili, programmi di lavoro differenti e un caldo che non fa sconti, i cronometri raccontano solo una parte della storia. Eppure, quando una scuderia come la Ferrari mette insieme un long run pulito e costante, il segnale diventa difficile da ignorare. La McLaren osserva, prende appunti e fa i conti con un distacco che oggi pesa più nelle sensazioni che nei numeri. Il paddock inizia a mormorare e il confronto diretto tra Lando Norris e Charles Leclerc diventa subito termometro credibile dello stato dell’arte.

Sul tracciato di Sakhir, la giornata di prove ha restituito un quadro in chiaroscuro per la McLaren. Norris ha completato un numero consistente di giri, ma le sensazioni al volante non sono state all’altezza delle ambizioni dichiarate a Woking durante l’inverno. Il pilota britannico non ha nascosto che il riferimento della giornata fosse il passo gara della Ferrari F1, con Leclerc impegnato in una simulazione lunga che ha messo in luce una solidità già interessante. “Abbiamo macinato chilometri utili, però il ritmo non è ancora quello che vogliamo. C’è parecchio da studiare e da sistemare in fretta”, ha fatto capire Norris nel dopo-sessione. Il britannico ha spiegato come solo ora la squadra abbia iniziato a inquadrare il reale livello di competitività rispetto ai diretti rivali, ammettendo che il confronto con Maranello è stato il primo vero banco di prova su una distanza significativa.

Il confronto con Ferrari nei long run

La differenza, più che sul giro secco, è emersa nella continuità del passo. Norris ha riconosciuto che, osservando la simulazione di gara della Ferrari, la McLaren appare ancora lontana nel rendimento complessivo. “Guardando il loro lavoro sulla lunga distanza, oggi abbiamo capito dove siamo davvero: non siamo messi male, ma al momento loro viaggiano su un altro livello”. Un’analisi lucida, che non suona come resa ma come fotografia onesta del momento. Il team di Woking ha già in agenda correttivi su assetto e gestione gomme, convinto che una parte del gap sia legata a scelte di programma e non solo al potenziale puro della vettura.

Test utili ma margine da colmare

Nonostante il distacco percepito, il clima nel box McLaren resta costruttivo. Norris ha sottolineato come la giornata sia servita per chiarire diversi punti interrogativi tecnici, offrendo alla squadra una base concreta su cui intervenire prima dell’inizio del Mondiale di Formula 1. “Siamo ancora in fase di test, abbiamo già chiaro dove possiamo crescere e su cosa mettere mano. Non è il momento di allarmarsi, conta portare a casa dati utili e lavorare sodo”. In Bahrain il cronometro suggerisce che la Ferrari parte con un piccolo vantaggio, ma il cantiere McLaren è aperto e le prossime giornate di pista diranno se il gap visto oggi è un limite strutturale o solo una fotografia momentanea.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 08:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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