Il terzo giorno di test in Bahrain si è aperto con un confronto diretto che ha subito acceso il paddock. Da una parte George Russell su Mercedes F1, chiamata a reagire dopo le difficoltà emerse nella giornata precedente. Dall’altra Lewis Hamilton al volante della Ferrari F1, ancora alla ricerca di stabilità complessiva ma già confortata da segnali di affidabilità sul passo. Il duello mattutino ha offerto indicazioni interessanti sulle diverse filosofie di utilizzo dell’energia e sulla risposta delle due monoposto nelle prime simulazioni ad alta intensità di F1.

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Hamilton ha iniziato con un giro lanciato aggressivo, ma ha pagato un piccolo errore nel tratto dello “snake”, punto delicato per la SF-26 che in questi primi giri gli ha creato più di una incertezza. “Ho provato a spingere subito, ma lì la macchina scivola ancora e devo lavorare sulla fiducia”, è il senso del messaggio che filtra dal box rosso. Al secondo tentativo, però, il britannico ha piazzato un crono a tre decimi dal riferimento di Russell, mostrando una Ferrari che in curva si difende con dignità e soprattutto un Hamilton molto più incisivo in staccata rispetto a quanto visto lo scorso anno. Sul fronte delle strategie di erogazione dell’energia, la differenza è apparsa netta: Maranello ha scelto di scaricare molta potenza sul rettilineo principale per poi conservare e ricaricare nel secondo allungo fino a curva 4 e nel tratto verso la 11, prima di tornare a spingere nel penultimo dritto. Una gestione più “a blocchi” rispetto all’approccio continuo visto sulla Mercedes.

Mercedes spinge subito sulla power unit

Russell ha mandato un segnale forte già al primo time attack, firmando il miglior tempo complessivo dei test. Una scelta che racconta la volontà di Mercedes F1 di recuperare terreno dopo il tempo perso il giorno prima, stressando fin da subito la power unit con un utilizzo dell’energia più aggressivo lungo tutto il giro. “Qui stiamo forzando i parametri per capire fin dove possiamo spingerci senza compromettere l’affidabilità”, è la lettura che emerge dal box delle Frecce d’Argento. Il confronto con Max Verstappen è indicativo: anche l’olandese ha effettuato un time attack, ma con una gestione più conservativa della parte elettrica, segnale che in Bahrain ogni team sta esplorando strade diverse per interpretare le nuove power unit.

Hamilton lavora sul passo gara

Mentre Russell cercava il colpo secco, Hamilton ha alternato giri lanciati a prove di long run con carico carburante medio-basso, per capire la risposta della SF-26 sul ritmo e sulla gestione delle gomme. “Il passo è quello che conta davvero, devo mettere insieme fiducia giro dopo giro”, è il senso del lavoro impostato dal sette volte iridato in questa prima parte di sessione. La Ferrari, pur non ancora perfettamente bilanciata, mostra segnali incoraggianti in inserimento e soprattutto un Lewis più aggressivo nelle staccate, dettaglio che a Maranello leggono come un primo passo verso una sintonia più profonda con la nuova monoposto. Il confronto con la Mercedes di Russell resta aperto, con filosofie diverse di utilizzo dell’energia che promettono di rendere ancora più interessante la lettura dei dati nel corso della giornata.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 10:27
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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