La prima settimana di test in Bahrain si chiude con la Mercedes in cima alla lista dei tempi, ma non senza qualche ombra. A firmare la miglior prestazione assoluta è stato Andrea Kimi Antonelli, autore di un 1:33.669 che ha segnato il riferimento dell’intera sessione. Subito alle sue spalle il compagno di squadra George Russell, staccato di 249 millesimi nella sessione mattutina.

Un risultato che, sulla carta, proietta le Frecce d’Argento in prima linea. Eppure il venerdì non è stato lineare: Antonelli è sceso in pista nel pomeriggio con circa un’ora e mezza di ritardo, segnale che qualcosa non è filato liscio nella gestione del programma. Piccoli contrattempi che, in questa fase dell’anno, possono pesare più del cronometro.

Russell invita alla cautela: “Questo test è stato un po' un confronto con la realtà per tutti noi”. Il britannico guarda soprattutto a quanto mostrato dalla Red Bull nei primi giorni, sottolineando come a suo avviso resti il punto di riferimento: “Al momento sono sicuramente la squadra da battere”.

Red Bull nell’ombra, ma non fuori dai giochi

Se si osserva solo la classifica dei tempi, la Red Bull non ha brillato. Max Verstappen ha chiuso con oltre un secondo e mezzo di ritardo dal miglior crono, seguito dal compagno Isack Hadjar. Posizioni che non rispecchiano l’immagine dominante degli ultimi anni.

Ma nei test il cronometro racconta solo una parte della storia. Carichi di carburante, programmi differenti e mappature conservative possono alterare le gerarchie apparenti. Non a caso, tra gli addetti ai lavori resta la sensazione che il potenziale vero sia ancora nascosto.

Ferrari e McLaren, fin qui spesso davanti, hanno lasciato la scena alla Mercedes nell’ultima giornata, pur restando in scia. Lewis Hamilton ha chiuso terzo, Oscar Piastri quarto: distacchi contenuti che mantengono aperto ogni scenario in vista di Melbourne.

Leclerc: “Tutti cercano di scaricare la responsabilità”

In casa Ferrari prevale un realismo quasi disincantato. Charles Leclerc, rimasto ai box nell’ultima giornata, ha fotografato il momento con lucidità: “Penso che tutti stiano solo cercando di scaricare la responsabilità”. Un gioco psicologico tipico di questo periodo, quando nessuno vuole indossare i panni del favorito.

Il monegasco ha aggiunto: “Al momento, il vero potenziale della vettura può essere nascosto in moltissimi modi diversi. Pertanto, è molto, molto difficile per noi capire esattamente a che punto siamo”. Un’analisi che riflette l’incertezza generale del paddock.

Sul piano dell’affidabilità, però, Ferrari può sorridere: “Quello di cui sono contento è che stiamo rispettando il nostro programma. Finora non abbiamo avuto problemi di affidabilità. E questo è un buon inizio”.

Nel finale di giornata, però, un imprevisto ha spezzato il ritmo: a undici minuti dalla bandiera a scacchi Hamilton si è fermato in pista, causando una bandiera rossa. Un episodio isolato in una giornata complessivamente intensa, che lascia una sola certezza: la corsa al ruolo di favorita è appena iniziata.

Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 17:36
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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