Il progetto 2026 di Fernando Alonso nasce in un contesto tutt’altro che semplice. Nelle ultime settimane il lavoro di Aston Martin F1 è stato accompagnato da ritardi, imprevisti e primi segnali di difficoltà che hanno raffreddato gli entusiasmi iniziali. I test di Barcellona sono partiti in ritardo rispetto alla tabella di marcia, in Bahrain la vettura non ha mai mostrato un passo realmente competitivo e il quadro tecnico che emerge dal box di Silverstone è quello di un progetto ancora acerbo. La sensazione è che il cantiere 2026 sia più complesso del previsto, tra soluzioni estreme e nodi strutturali ancora da sciogliere.

Nei corridoi del paddock filtra un elenco di problemi che non possono essere ignorati. La nuova Aston Martin paga un eccesso di peso che condiziona il bilanciamento complessivo e rende più difficile trovare una finestra di funzionamento stabile. Alcune scelte aerodinamiche molto aggressive, pensate per sfruttare al massimo il nuovo regolamento, stanno creando grattacapi sul fronte dell’affidabilità e della guidabilità. Anche la nuova scatola del cambio, riprogettata per integrarsi con l’architettura 2026, ha richiesto interventi correttivi in corsa. Sul fronte power unit, poi, il pacchetto non sembra ancora all’altezza dei riferimenti più solidi del paddock: il motore appare meno performante e più complicato da gestire in termini di erogazione, un limite che nei long run in Bahrain è emerso in modo piuttosto evidente. “Sapevamo che l’inizio sarebbe stato accidentato, ma certe difficoltà non le nascondiamo: stiamo spingendo su concetti molto estremi e questo comporta inevitabilmente qualche passo indietro prima di fare due passi avanti”, ha fatto filtrare l’ambiente di Silverstone.

Button rilancia Alonso nonostante il cantiere aperto

In questo scenario tutt’altro che rassicurante si inserisce l’opinione di Jenson Button, che continua a credere nella possibilità di vedere Alonso protagonista nel nuovo ciclo tecnico. L’ex campione del mondo guarda oltre le difficoltà iniziali e punta sulla qualità del progetto a medio termine, soprattutto grazie al contributo di Adrian Newey. “Se il pacchetto tecnico imbocca la direzione giusta, Fernando è uno di quelli capaci di trascinare una squadra oltre i propri limiti. Serve pazienza, ma il potenziale non manca”, è il ragionamento che circola attorno all’inglese, convinto che le gerarchie 2026 non siano ancora scritte nella pietra.

Alonso tra realismo e ambizione

Lo stesso Alonso, che non ha mai nascosto il proprio spirito competitivo, vive questa fase con un misto di pragmatismo e fame di risultati. Il feeling con la nuova monoposto è lontano dall’ideale e il lavoro al simulatore ha messo in evidenza un progetto ancora ruvido, soprattutto nella gestione dell’energia e nelle fasi di ingresso curva. “Non siamo dove vorremmo essere, e sarebbe inutile fingere il contrario. Ma questo è solo l’inizio di un percorso: l’importante è capire in fretta dove intervenire e non perdere tempo”, è il messaggio che lo spagnolo continua a ribadire all’interno del team. La sfida 2026, per Aston Martin, sembra quindi partire in salita, con l’obiettivo di trasformare un progetto pieno di spigoli in una macchina capace di reggere il confronto con i colossi del paddock.

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Sezione: News / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 10:39
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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