Andrea Kimi Antonelli, Ferrari e il futuro del Gp di Imola. Il nostro redattore Francesco Franza ha intervistato in esclusiva Gian Carlo Minardi, ex patron dell’omonima scuderia e attuale presidente di Formula Imola, offrendo uno sguardo approfondito sulle sfide e le prospettive del motorsport attuale.
Sappiamo che Imola è casa per lei. Che significato ha questo Gran Premio nella sua storia personale e cosa rappresenta per la Formula 1?
Gian Carlo Minardi: "Per ventuno anni sono stato parte del Gp di Imola come costruttore e in quattro delle ultime cinque edizioni sono stato il presidente di Formula Imola. Sono a venticinque Gp di Imola su 75 anni di Formula 1, un terzo di questi Gp li ho fatti anche io come attore e poi come dirigente. É una tappa importante che vede il territorio impegnato su tanti lati. Speriamo di fare bene e speriamo anche che il tempo ci assisti. Rinnovo? Sono sempre ottimista, finché il gatto non è nel sacco non lo chiudiamo. Ci sono tanti lavori da fare, purtroppo non dipende da noi mantenere il Gp in Emilia Romagna. I costi sono il triplo dell'incasso della biglietteria e, nonostante i record di biglietti staccati, non bastano ai promoter per coprire le spese. Speriamo che venga recepito nelle sfere che decidono, credo che per il Made in Italy la Formula 1 rappresenti uno scenario unico, soprattutto per i mercati che vanno aggrediti, ovvero quelli con maggiori spettatori. So che ci sono delle trattative, speriamo che vadano a buon fine. Imola merita di mantenere questo Gp, se non tutti gli anni, almeno in rotazione.
La Ferrari, con Hamilton, non sta raggiungendo i risultati sperati: come giudica il lavoro fatto fino a questo punto e quali sono le aspettative per il resto della stagione?
Minardi: "I piloti sono l'ultima parte della scalinata, se questa è facilmente percorribile il pilota la porta al termine facendo il miglior risultato possibile. Non credo che possiamo rimproverare qualcosa a Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Nella lotta dei decimi e dei millesimi, la Ferrari non solo paga con McLaren ma anche con Mercedes e Red Bull. Mi auguro che questo gap, che reputo minimo ma difficile da colmare, venga colmato così da poter dare la possibilità a Leclerc e Hamilton di dimostrare il loro valore. Questione muretto? Hamilton è un sette volte campione del mondo, Leclerc vuole vincere il mondiale. Se la macchina è competitiva, è il cronometro a mettere le gerarchie all'interno di una squadra. Se non lo è, come in questo momento, purtroppo è il muretto che deve gestire il tutto. Le difficoltà ci sono, ci auguriamo che possano essere superate nel breve periodo perché l'armonia e la continuità sono i primi strumenti per raggiungere i risultati. Al momento c'è nervosismo".
Lato McLaren, cosa hanno trovato a Woking per superare i top team e dare a Oscar Piastri e Lando Norris una macchina da titolo?
Minardi: "In McLaren hanno toccato il fondo, si sono rialzati puntando sulla continuità che oggi li premia. Andrea Stella sta lavorando benissimo, è diventato campione del mondo costruttori con tutto il suo team e ha la macchina da battere in questo momento. Hanno due piloti fortissimi, uno soprattutto credo che sia da tenere in considerazione, ovvero Piastri".
La Ferrari può rientrare nella lotta mondiale?
Minardi: "Il distacco non è poco, ma abbiamo fatto solo sei Gp, ne mancano diciotto. Prima erano solo sedici prove, ora manca un campionato mondiale da fare più altre due gare. C'è tempo per recuperare ma è chiaro che il distacco è considerevole e non è facile. La DT di Barcellona? La Ferrari deve mettere in moto una delle sue caratteristiche principali, ovvero trovare risultati positivi una volta che ha iniziato a sviluppare la monoposto. Auguriamocelo perché i piloti li ha, serve solo una macchina. Abbiamo visto a Miami la distanza abissale in gara, bisogna eliminare quel gap e i piloti poi faranno la differenza".
Andrea Kimi Antonelli sta ottenendo dei risultati incredibili all'esordio in Formula 1. Quanto è importante averlo già competitivo e dove può arrivare?
Minardi: "Il bello è che è già competitivo, non ci sono limiti per lui al momento. É un ragazzo che ci farà divertire e sognare. Bisogna lasciarlo volare come lui è capace di fare, lasciarlo tranquillo. Sta migliorando step by step, ci farà divertire nel futuro prossimo. Ad Imola deve dimenticarsi che è il suo Gp di casa, deve dimostrare di avere la stessa competitività che ha avuto a Miami. Non sarà facile mantenere la serenità ma deve distaccare da tutto il contorno che c'è ad Imola. Sono moderatamente fiducioso che ci farà divertire. Bisogna fare i complimenti a Mercedes che l'hanno gestito bene nelle Formule minori, finanziandolo e supportandolo. É stato bravo mio figlio Giovanni a fargli fare un contratto con Mercedes con cui Kimi ha poi vinto i titoli. Oggi gli hanno dato Peter Bonnington, un ingegnere di pista che ha aiutato Hamilton a vincere sette titoli mondiali, è una fortuna. Bono lo sta guidando con la sua esperienza. Andrea è bravissimo e segue alla perfezione i consigli. Ancora una volta dimostra che ha una dote naturale, ovvero la classe".
Se oggi riavesse una squadra di sua proprietà nel paddock, come la costruiresti. Cosa serve all'Italia per tornare ad essere un riferimento in Formula 1, anche oltre la Ferrari.
Minardi: "Costruire una squadra di Formula 1 adesso non è una cosa facile. Insisto sulla continuità, bisogna avere una struttura ramificata, il team più piccolo ha 500 dipendenti, è una cosa diversa rispetto ai miei tempi. Bisogna lavorare, non cambiare ogni anno la gestione tecnica e credere nei piloti. L'Italia è già protagonista con Kimi, in Formula 2 ci sono Minì e Fornaroli e in Formula 3 c'è Badoer e poi De Ponte in Formula Regional. L'Italia c'è in ogni livello della piramide della FIA e questo non succedeva da tempo. Grazie alla politica federale di ACI sport, gli stage e i corsi che fa, c'è un percorso che funziona e l'Italia gode del lavoro fatto negli ultimi dodici anni. Anche nella Formule minori ci sono ragazzi che ci fanno divertire e l'Italia è presente nel motorsport che conta. Godiamoci questo momento".
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