Lontano dai riflettori dei circuiti di f1 oggi, Lewis Hamilton ha fatto parlare di sé per un gesto dal forte valore umano e sociale. Il sette volte campione del mondo non ha sfruttato solo la sua fama nelle gare, ma ha deciso di mettersi in prima linea per una causa umanitaria di enorme portata: visitare strutture di supporto alla popolazione di Gaza in Giordania e sostenere il lavoro incessante delle organizzazioni umanitarie che operano sulla crisi nella Striscia. Un viaggio che testimonia quanto il pilota della Ferrari F1 consideri doveroso dare visibilità e supporto a chi oggi vive una delle emergenze più drammatiche del pianeta.
Un impegno che va oltre la pista
Hamilton ha trascorso del tempo in Giordania visitando un ospedale e centri logistici dove volontari e team umanitari, tra cui la Croce Rossa Britannica, la Jordan Red Crescent e la Palestine Red Crescent Societies, lavorano senza sosta per preparare e distribuire aiuti alla popolazione palestinese colpita dal conflitto in corso. Nel suo racconto pubblicato sui social, il pilota ha definito l’esperienza “che cambia la vita”, spiegando come lo spirito di resilienza delle famiglie e dei medici sul campo lo abbia profondamente colpito.
Il suo messaggio non si è limitato alla descrizione del viaggio. Hamilton ha voluto sottolineare che, nonostante gli sforzi instancabili del personale umanitario, “il flusso di aiuti che attualmente raggiunge Gaza è lontano dall’essere sufficiente”. In un momento storico segnato da una crisi umanitaria gravissima, in cui le restrizioni sui corridoi umanitari e la penuria di risorse compromettono la vita di civili innocenti, l’appello del campione è chiaro: è fondamentale sostenere con urgenza un accesso senza ostacoli per gli aiuti salvavita e incoraggiare le donazioni per rafforzare l’assistenza.
La visita arriva in un contesto in cui la Giordania continua a giocare un ruolo chiave per il transito degli aiuti verso Gaza, cercando di garantire l’accesso a cibo e generi di prima necessità a una popolazione che da tempo sopporta una crisi umanitaria catastrofica.
L’iniziativa di Hamilton si inserisce in una più ampia serie di impegni sociali che lo vedono protagonista fuori dalla Formula 1, dove ha già utilizzato la sua piattaforma per denunciare la sofferenza dei civili e chiedere un cessate il fuoco e maggior sostegno internazionale a lungo termine. Le sue parole e azioni in Giordania, oltre a sensibilizzare milioni di tifosi, ricordano quanto anche le stelle dello sport globale possano avere un impatto reale su temi di portata umanitaria.
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