C'è il rischio che alcuni team non scendano in pista nel primo giorno di test a Barcellona a causa di ritardi? L’avvicinamento ai primi test collettivi di Barcellona, in programma dal 26 al 30 gennaio, sta già accendendo il dibattito nel paddock. Non si tratta di sessioni ufficiali FIA, ma di prove organizzate direttamente dai team, una sorta di antipasto tecnico in vista dei test regolamentari del Bahrain a febbraio. Proprio per questo, a Montmeló l’approccio è più libero ma non meno strategico. Tra aspettative elevate e vecchi fantasmi che riaffiorano, una domanda circola con insistenza: tutte le squadre saranno pronte già dal primo giorno?
Flessibilità regolamentare e strategie diverse
L’accordo tra i team che utilizzeranno il circuito catalano prevede la possibilità di girare solo tre giorni sui cinque disponibili. Una scelta che consente di alternare pista e fabbrica, analizzare i dati e intervenire rapidamente su eventuali criticità. Alcune squadre hanno già pianificato di scendere in pista non appena la pit lane aprirà, con l’obiettivo di accumulare chilometri e informazioni il prima possibile. Altre, invece, hanno scelto un programma più elastico, pronte a posticipare l’esordio in pista per completare assemblaggi, verifiche o modifiche dell’ultimo minuto. Il ricordo del 2014, quando le prime ibride misero in ginocchio più di una squadra per problemi di affidabilità, resta sullo sfondo, anche se oggi il clima è decisamente più fiducioso.
Voci di ritardi e l’importanza dei primi dati
Secondo quanto riportato da motorsport IT, nel paddock circolano indiscrezioni su possibili ritardi per un paio di team, forse anche di vertice. Componenti non ancora pronti, aggiornamenti in extremis o semplicemente scelte strategiche potrebbero portare qualcuno a saltare il primo giorno di test. Non sarebbe una violazione di alcuna regola, ma inevitabilmente farebbe rumore. A Barcellona non si va solo per verificare che tutto funzioni: l’obiettivo è raccogliere dati significativi su assetto, raffreddamento, comportamento aerodinamico e integrazione dei sistemi. Presentarsi con una configurazione già rappresentativa permette di orientare lo sviluppo in modo più efficace nelle settimane successive. Chi ritarderà l’ingresso in pista lo farà per convinzione o per necessità, ma il cronometro, come sempre in Formula 1, non aspetta nessuno. Con il 2026 alle porte e regolamenti sempre più complessi, ogni giornata persa o guadagnata può fare la differenza tra un inizio solido e un inseguimento affannoso.
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