La situazione in casa Aston Martin sta assumendo contorni sempre più intricicati, una vera lotta a tre per il dopo-Alonso con scenari che cambiano di giorno in giorno. La squadra di Lawrence Stroll si trova davanti a un bivio importante, in un momento in cui il progetto 2026 può determinare la direzione degli anni successivi. Nel paddock rimbalzano valutazioni, tentativi di contatto e indiscrezioni che indicano una chiara volontà: affiancare al nuovo ciclo tecnico un pilota di peso, uno capace di trainare lo sviluppo e portare la squadra ai vertici. Il nome di Max Verstappen circola da mesi, ma le possibilità di vederlo in verde rimangono fragili, quasi teoriche. L'arrivo del quattro volte campione del mondo richiederebbe un incastro politico ed economico di proporzioni enormi, oltre a un completo riassetto dei rapporti personali e professionali che negli ultimi anni hanno vissuto momenti di tensione. In questo quadro una telefonata della settimana scorsa tra Adrian Newey e Christian Horner, nata per stemperare le frizioni risalenti allo scandalo Red Bull, ha fatto rumore, ma non è bastata a smuovere l’ago della bilancia verso un approdo di Verstappen, considerato comunque quasi impossibile per dinamiche contrattuali e prospettive individuali.
Horner e Seidl tra i possibili uomini chiave del nuovo progetto AMR
Oltre ai piloti, a movimentare la scena c’è anche il fronte dei vertici tecnici e manageriali. Aston Martin sta valutando figure di grande esperienza per guidare la nuova era della squadra, e tra i profili più discussi spiccano proprio Christian Horner e Andreas Seidl, due nomi che rappresentano filosofie e approcci decisamente opposti. Horner ha trascorsi burrascosi alla Red Bull, ma l’idea di Stroll di ricucire un asse tecnico tra lui e Newey stuzzica la fantasia degli strateghi del team, anche se le incognite restano molte. Seidl, dal canto suo, conosce bene le dinamiche dei top team e offre una garanzia in termini di gestione sportiva, metodo di lavoro e capacità di creare strutture solide. L’ipotesi che uno dei due possa guidare il processo di trasformazione non è campata in aria, soprattutto considerando l’ambizione mostrata dalla proprietà negli ultimi anni. A ogni modo, il quadro dirigenziale e quello dei piloti sono strettamente legati, due binari che si influenzano a vicenda e che contribuiranno a determinare le scelte finali per il dopo-Alonso.
Leclerc e Piastri più vicini, con situazioni in evoluzione
Con Verstappen quasi fuori dai giochi, la vera battaglia per la successione di Alonso sembra ridursi a Charles Leclerc e Oscar Piastri, due profili che rispondono alle ambizioni di crescita del team. Leclerc è nel mirino da mesi e rappresenta un candidato naturale, ma prima di prendere in considerazione un futuro lontano da Maranello vuole capire cosa sarà davvero la Ferrari 2026, quanto competitiva potrà essere e quali garanzie tecniche offrirà in un contesto regolamentare completamente nuovo. Piastri è il nome che intriga maggiormente per prospettiva, solidità e intelligenza in pista, e la sua posizione in McLaren non è così blindata come sembrava a inizio anno. Nel paddock si parla di un certo malessere per la gestione interna della lotta mondiale, con presunti favoritismi verso Norris che non sarebbero stati particolarmente apprezzati dall’australiano. L’idea che Piastri possa valutare alternative è più realistica ora di quanto non fosse qualche mese fa, e Aston Martin intende monitorare attentamente ogni movimento.
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