Il 2025 ha distrutto Charles Leclerc e Lewis Hamilton e messo in crisi una Ferrari che sembrava aver svoltato l'angolo con il promettente 2024. I numeri emersi dal GP di Las Vegas raccontano con crudezza il momento della Ferrari. Nel Mondiale Costruttori il distacco dalla Mercedes è salito a 53 punti, mentre il gap dalla Red Bull è di 16 lunghezze, fotografando una SF-25 che non riesce a tenere il passo dei principali rivali nonostante le due McLaren siano state estromesse dalla classifica americana. La quarta posizione di Charles Leclerc e l’ottavo posto di Lewis Hamilton, corretti a posteriori dalla squalifica delle vetture papaya, sono ben lontani dalle aspettative della vigilia, quando a Maranello si era fissato almeno l’obiettivo podio. Anche in uno scenario teoricamente favorevole, con due diretti concorrenti messi fuori gioco a tavolino, la Rossa non ha saputo capitalizzare.
Leclerc all’attacco, strategia prudente e podio sfumato
La gara di Leclerc è stata l’unico vero lampo di competitività del weekend: il monegasco ha costruito una corsa tutta all’attacco, fatta di sorpassi aggressivi e gestione delicata di una vettura poco efficiente sul dritto. Appena sceso dalla monoposto, Charles ha sottolineato di aver spinto come in qualifica per tutti i giri, prendendosi rischi pesanti nei duelli proprio perché mancava velocità in rettilineo, ribadendo di non avere particolari rimpianti sul suo operato in pista, se non il rammarico per il podio mancato per pochi centesimi a favore di Antonelli. Il nodo resta la scelta al muretto: il riferimento di Leclerc è all’overcut subito da Piastri e da Antonelli, con la Ferrari che ha ritardato la sosta al giro 24 perdendo la posizione guadagnata in pista sull’australiano. Nel post gara, Frederic Vasseur ha spiegato come il team avesse adottato un atteggiamento prudente sulla durata delle gomme, complice l’assenza dei consueti dati sui long run, ammettendo che soltanto a corsa in corso ci si è resi conto che si sarebbe potuto anticipare il pit stop rispetto ai rivali.
Hamilton esasperato, SF-25 verso la pensione senza rimpianti
Il fronte Hamilton restituisce un’immagine ancora più cupa. Partito diciannovesimo, il sette volte iridato ha costruito una rimonta fino al decimo posto, diventato poi ottavo grazie alla squalifica delle McLaren, ma il risultato finale è stato giudicato dallo stesso Lewis quasi privo di significato. Nel dopogara il britannico ha parlato di uno dei momenti più difficili della sua carriera, sottolineando come, a prescindere dall’impegno, la stagione continui a peggiorare e faticando a trovare elementi positivi in un fine settimana chiuso con un magro bottino di punti. Vasseur ha invitato a leggere le parole di Hamilton con il filtro delle emozioni a caldo, chiedendo al gruppo di “raffreddare” le reazioni e spostare subito il focus sulle ultime due gare: per il team principal la prestazione pura della vettura, rispetto alla metà stagione, non è così distante dagli avversari, ma è la preparazione del weekend – soprattutto in qualifica – a fare la differenza. In ogni caso, lo stesso Leclerc ha ammesso che la SF-25 non gli mancherà: una monoposto destinata alla pensione tra due settimane, con ogni probabilità senza vittorie all’attivo e un potenziale che, anche nelle giornate più favorevoli come Austin o Città del Messico, è sembrato troppo limitato per alimentare vere illusioni di riscatto iridato.
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