Dopo due settimane di tensione seguite al Gran Premio del Brasile, in casa Ferrari si torna in pista con l’obiettivo di chiudere la stagione con dignità e segnali concreti di crescita. Le parole del presidente John Elkann dopo San Paolo hanno acceso riflettori e speculazioni, soprattutto legate ai piloti e al futuro di Lewis Hamilton, chiamato a gestire la pressione di un ambiente esigente come Maranello. Il sette volte iridato, in vista del weekend di Las Vegas, ha scelto toni concilianti, provando a raffreddare gli animi e ristabilire calma dentro e fuori dal box.
Nel paddock del Nevada, Hamilton ha confessato di non percepire alcuna caccia al colpevole dopo gli ultimi risultati. “Siamo tutti nella stessa barca – ha detto – e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Il mio impegno resta totale, così come la convinzione nella scelta di unirmi alla Ferrari. Questo primo anno è stato difficile, ma prezioso per la crescita personale: sto imparando, mi sento più forte e motivato che mai. Ora voglio chiudere al meglio la stagione”. L’approccio del britannico, più riflessivo che polemico, sembra voler marcare una discontinuità con la turbolenza delle ultime settimane, invitando la squadra a restare unita.
Hamilton invita alla calma e rilancia la sfida
Il dialogo costante con Elkann resta un fattore centrale nel progetto del Cavallino. “Parliamo spesso – ha spiegato Lewis – e so che c’è una volontà condivisa di riportare la Ferrari ai vertici. È vero, non è stata la stagione che tutti sognavamo, ma la determinazione non manca. Ogni difficoltà ci ha costretto a guardare in faccia la realtà, ma ci ha anche reso più forti. Personalmente, mi ha stupito la mia capacità di reagire nei momenti complicati. È stata una prova di resilienza, e so che stiamo costruendo qualcosa di solido”. Parole che suonano come un appello a trasformare la frustrazione in energia, a ritrovare quella mentalità vincente che Maranello insegue da troppo tempo.
Il weekend di Las Vegas rappresenta così un crocevia simbolico: non per i punti in classifica, ma per il morale del gruppo. Hamilton, al suo primo anno in rosso, sa che ogni gesto, ogni dichiarazione può incidere sul clima interno. La voglia di riscatto è evidente e passa dalla capacità di ricompattarsi dopo settimane dove ogni parola è sembrata un titolo di mercato. La pista americana, con la sua imprevedibilità, sarà il banco di prova perfetto per misurare il carattere di una Ferrari che vuole chiudere il 2025 guardando avanti, non più indietro.
Ferrari tra orgoglio e necessità di ripartire
Nel box di Maranello, l’atmosfera resta di concentrazione assoluta. Gli uomini di Frédéric Vasseur lavorano per preparare nel dettaglio il weekend, consapevoli che ogni prestazione positiva ora può pesare come un’iniezione di fiducia per l’inverno. L’obiettivo è chiaro: consolidare il secondo posto nel Mondiale costruttori e gettare basi solide per la SF-26 del 2026, che dovrà segnare un nuovo inizio. Hamilton, dal canto suo, appare determinato a farsi leader di questa ricostruzione: non più l’uomo arrivato per “salvare” la Ferrari, ma parte integrante di un percorso che passa anche dal dolore di una stagione complicata. In Nevada proverà, con il manico e con le parole, a rimettere il Cavallino sulla carreggiata giusta.
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