Dal paddock di Shanghai non si parla solo di Formula 1. Max Verstappen, alla soglia dei 28 anni, ha svelato i motivi che lo porteranno a gareggiare sulla leggendaria Nordschleife, il "Green Hell" che non ospita la F1 dal lontano 1976. Una scelta che sottolinea il desiderio del pilota Oracle Red Bull Racing di esplorare nuovi orizzonti, proprio mentre il circus affronta le sfide tecniche della nuova era ibrida.

"È la pista più bella del mondo": Max abbraccia il pericolo

Nonostante la pressione per il GP di Cina, dove la Red Bull di Mekies cerca riscatto, Verstappen guarda già al 21 marzo, data del suo debutto nella serie NLS2. Per il quattro volte campione del mondo, il fascino del Nürburgring è irresistibile.

"Si tratta di una delle competizioni più prestigiose a livello globale e il tracciato è senza dubbio tra i migliori in assoluto. Personalmente, ritengo che una vettura GT offra la velocità ideale per quel tipo di percorso; superare certi limiti lì potrebbe diventare persino pericoloso in alcuni punti. Seguo questa realtà da tantissimo tempo e molti dei miei amici vi hanno gareggiato, descrivendola come un'esperienza impareggiabile. Mi entusiasma mettermi alla prova con auto diverse; è la prima vera opportunità che ho per farlo e sono curioso di vedere quale sarà il nostro livello di competitività in un campo partenti così qualificato."

Mentre i colleghi come Leclerc e Hamilton lottano con il clipping delle batterie, Max cerca la purezza della guida old-school.

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L'incrocio del destino: Verstappen corre con Mercedes

L'aspetto più incredibile dell'annuncio è che Verstappen condividerà l'abitacolo di una Mercedes GT3 con piloti di riferimento come Dani Juncadella, Jules Gounon e Lucas Auer. Vedere l'alfiere Red Bull con la stella a tre punte, seppur nelle competizioni GT, aggiunge ulteriore pepe alla rivalità con il team di Toto Wolff che attualmente domina la F1.

Verstappen ha spiegato come questo ambiente lo rigeneri: "È un modo diverso di relazionarsi con le persone, ci si trova immersi in un'atmosfera differente nel paddock. Probabilmente è un contesto più legato alla vecchia scuola del motorsport, cosa che apprezzo profondamente perché mi permette di essere maggiormente me stesso."

Oltre la F1: "Ho già ottenuto tutto ciò che volevo"

Le parole di Max suonano come l'inizio di una transizione futura, magari fra qualche anno. Con la Red Bull che rincorre e le tensioni tecniche sui nuovi regolamenti, l'olandese sente il bisogno di seguire le orme del padre Jos nelle grandi classiche di durata.

"Le grandi corse endurance rappresentano un obiettivo che inseguo sin da quando ero bambino, vedendo mio padre affrontarle. Non sento la necessità di essere esclusivamente un pilota di Formula 1; ho il desiderio di misurarmi anche in altri ambiti. Calco questa scena ormai da parecchio tempo e ho già conquistato ogni traguardo che mi ero prefissato. Per questo motivo voglio esplorare nuove sfide ora che sono nell'età ideale, senza attendere di avere 40 anni per farlo."

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Sezione: News / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 11:33
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate