Quando Carlos Sainz decise di lasciare la McLaren per accettare l’offerta della Ferrari, dichiarò ad AS che non avrebbe potuto dire di no al Cavallino: "Con tutto il rispetto e l’ammirazione che nutro per la McLaren, quando ti chiama la Ferrari non ci sono dubbi", spiegò allora. Oggi però il senno di poi porta a una riflessione amara. La Rossa, infatti, è ancora a digiuno di titoli dal 2007 in campo piloti e dal 2008 in quello costruttori, mentre la McLaren è tornata al vertice, campione in carica tra i team e pronta a festeggiare anche il Mondiale piloti con Lando Norris o Oscar Piastri.
In un’intervista a DAZN, Sainz non ha nascosto una punta di rimpianto per quella scelta. "I miei due anni in McLaren sono stati probabilmente i migliori della mia carriera, quelli in cui ho saputo estrarre il massimo dalla macchina", ha ricordato. "Se fossi rimasto lì, oggi sarei in lotta per il titolo mondiale", ha aggiunto con tono diretto, sottolineando come la squadra di Woking gli avesse dato un ambiente ideale per crescere. La McLaren, infatti, non solo si è confermata competitiva, ma è riuscita a costruire un progetto tecnico solido che ha riportato il team britannico ai vertici della Formula 1 moderna.
Il pilota spagnolo ha spiegato come il periodo in McLaren sia stato fondamentale per la sua maturazione. "È stato il primo posto in Formula 1 dove mi sono sentito veramente apprezzato, sostenuto e accolto come parte di una famiglia. Questo ha aumentato la mia fiducia e mi ha permesso di fare un salto di qualità", ha raccontato Sainz, rimarcando il legame speciale con il team. Oggi, mentre la Ferrari continua a inseguire senza riuscire a centrare l’obiettivo più grande, Sainz osserva i suoi ex compagni di squadra Norris e Piastri contendersi la corona iridata da Groove, casa della Williams. Un trivio che fa emergere, ancora una volta, quanto ogni scelta in Formula 1 possa cambiare radicalmente la traiettoria di una carriera.
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