No mappature, no party (mode). Monza ci regala la gara più entusiasmante degli ultimi cinque anni, forse anche di più. Meglio del Brasile 2019 perchè il vincitore, e il podio, è unico. Vince Pierre Gasly, vince l’Alpha Tauri, orgoglio italiano che fa due su due a Monza, dopo il miracolo del 2008 di Vettel. Completano il podio Carlos Sainz, unica nota positiva della Ferrari (!), e Lance Stroll. Grande rimescolanza nel nostro power ranking che non rispecchierà quelle che sono le due classifiche mondiali, ma è una sorta di valore assoluto delle dieci scuderie.

1. Mercedes (-) : Dove sono sul podio? Come non ci sono sul podio? In che senso Bottas non ha trovato il passo e Hamilton è stato penalizzato? Ma sicuro che questa assenza dal podio non scatenerà l’inversione del tempo nel mondo che collasserà? Ecco questo sarebbe Tenet, l’ultimo film di Christopher Nolan, se fosse stato concepito per le macchine di Formula 1. A bocce ferme avrebbe vinto Hamilton che aveva costruito un gran vantaggio su Sainz, secondo, mentre Bottas sarebbe rimasto lì. L’errore, alquanto marchiano, del muretto Mercedes nel pit stop fatale per Hamilton ci regala un vincitore diverso fortunatamente. Un piccolo passaggio a vuoto per chi, fino ad ora, aveva stritolato il mondo della Formula 1, meglio del cattivo poco cattivo di Tenet

2. Red Bull (-) : Dove è Verstappen? Come non è sul podio? Niente settimo podio di fila? Si è ritirato? Ma almeno Albon è andato bene? Come 15° con Gasly che vince? Ma non era meglio tenersi il francese? State tranquilli, nessun riferimento a Tenet alla Red Bull che, però, si divora una colossale occasione per riaprire il mondiale. Avevano tanto lavorato politicamente per il congelamento del Party Mode che, emozionati, si sono dimenticati di sfruttare questo vantaggio in pista. Qualifica pessima di Verstappen e partenza ancora più pessima. Poi arriva il mesto ritiro che lo allontana dalla testa. Albon continua a deludere.

3. McLaren (-) : Che squadra, che miglioramenti e che lavoro! Anche senza bandiera rossa sarebbero andati sul podio, forse anche con due macchine come detto da Lando Norris. Avevano un passo strabiliante, sono stati fenomenali nella prima partenza e molto accorti nella seconda, dove sapevano che bisognava aspettare il crollo delle macchine più lente di loro. Sainz ce l’ha messa tutta per rimontare su Gasly e c’è riuscito senza aiuti di mappature aggressive. Peccato perchè un altro giro, o un giro prima, ci avrebbero regalato un grande scontro per la testa. Chapeau McLaren.

4. Racing Point (-) : Dovremmo iniziare a definire Lance Stroll come primo pilota perchè sta battendo ripetutamente Sergio Perez, che partiva davanti a lui di tanto e alla fine si prende solo un punto. Folle l’idea di non cambiare con la Safety Car per il canadese che si rivela geniale, un po come Gasly ma vedi sotto, con la bandiera rossa che gli regala una sosta gratis e, di fatto, il podio. Butta la vittoria nella seconda partenza, in cui scivola mestamente dietro e ci regala una grande lotta con Sainz. Primo podio per una grande macchina che non sempre va come dovrebbe,

5. Alpha Tauri (+2) : La prima scuderia italiana sono loro. Rinnovano il feeling con Monza e rinnovano il feeling con la fortuna. L’assetto da pioggia di dodici anni fa, montato con il sole di sabato, si trasforma in un pit stop anticipato di qualche giro che è il jackpot pescato dall’Alpha. Gasly si ritrova davanti e non molla quando Kimi cerca di sorpassarlo. Allunga, gestisce e soffre il ritorno di Sainz, ma vince. Vince per l’amico Hubert. Iconico la foto di Gasly seduto sul podio a pista deserta. E dire che, in gara normale, Kvyat sembrava avere più passo. Meritatissimo per il lavoro fatto.

6. Renault (-1) : Portano due piloti in zona punti ed è già un gran lavoro, ma non riescono mai ad avere l’exploit nelle giornate giuste. Quello di Spa gli era valso tanti punti, ma nessun podio, qui la scena se la prendono gli altri. La velocità c’è, lo dimostra McLaren, ma Ricciardo è stato bloccato da un’elefante chiamato Bottas. Peccato perché sembrano non sfruttare tutto il potenziale che la macchina ha. Dall’anno prossimo saranno Alpine con colori e macchine rivisitate.

7. Ferrari (-1) : Continua il crollo drastico della Ferrari. Monza fa anche più male rispetto a Spa. Vuoi perchè pista di casa, vuoi perchè Charles Leclerc aveva sfoderato gli stessi colpi della partenza belga alla ripartenza dalla Safety Car: un doppio sorpasso, sfruttando le scie, alle due Alfa che lo proiettavano al secondo posto. Poi la foga, la fame di fare il miracolo lo portano allo schianto alla Parabolica. L’immagine esemplare per questo momento qui. L’errore di Leclerc c’è, ma come puoi incolpare il pilota che ha visto l’occasione di un miracolo che l’avrebbe proiettato nell’empireo. Anche se non fosse uscito, mancavano tanti giri ed era probabile che avrebbe fatto la stessa fine di Raikkonen. Ma volevamo sognare, ancora per un po’. Per questo fa più male.

8. Alfa Romeo (-) : Se le Ferrari vanno male, almeno guardiamo Kimi e Giovinazzi. L’italiano, purtroppo, fa lo stesso errore di Hamilton con un muretto che, per l’ennesima volta, non fa il suo lavoro. Kimi, per un attimo, ha provato ad attentare la testa della gara. Poi parte la danza della misera, scivola ogni posizione fino ad uscire dalla zona punti. Peccato.

9. Haas (-) : Meriterebbero il primo posto per aver trasformato la gara dalla solita litania Mercedes-oriented nella gara pazzesca che è stato. Se non siete competitive, almeno rompete il vostro motore nei pressi della pitlane, così da chiuderla e trarre in inganno Hamilton. Scherzi a parte, la Haas dovrebbe rifondare l’intero progetto Formula 1, a partire da Gunther Steiner che si è dimostrato di non essere in grado, dopo la Ferrarina del primo anno, di portare avanti un progetto tecnico. Date spazio ad un baby fenomeno della F2, possibilmente di casa Ferrari.

10. Williams (-) : Il momento commozione ce lo danno loro, quando Claire Williams manda i piloti fuori dalla pitlane. L’ultimo gran premio di casa Williams e Latifi, per poco, non gli regala un punto. Secondo 11° posto per il canadese, stavolta senza essere ultimo. Sono tornati ad essere una scuderia di Formula 1, dopo il disastro del scorso anno. Ora speriamo che la nuova dirigenza li porti nei posti in cui spettino.

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Sezione: Editoriale / Data: Lun 07 settembre 2020 alle 12:18
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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