Madrid arriva in Formula 1 senza precedenti di gara. Il Madring si prepara al suo primo Gran Premio e, nonostante Ferrari abbia già assaggiato il nuovo asfalto a luglio, nessuno sa ancora quale gerarchia produrranno davvero le sue 22 curve.

Una domanda, però, nasce quasi spontanea osservando il disegno del circuito e quanto mostrato dalla SF-26 nelle ultime gare: Madrid può essere una pista Ferrari?

Il Madring non è il classico cittadino fatto soltanto di curve lente e ripartenze. Nei suoi 5,416 chilometri convivono frenate violente, sezioni tecniche e tratti molto veloci, con punte previste intorno ai 340 km/h. Poi c'è "La Monumental", una delle curve simbolo del nuovo tracciato: circa 550 metri di percorrenza e un'inclinazione che raggiunge il 24%. Un insieme di caratteristiche che costringerà le squadre a cercare un compromesso piuttosto che inseguire una sola qualità.

Ed è qui che la Ferrari può trovare qualche ragione per sorridere, nonostante Monza abbia restituito un risultato decisamente amaro.

Il bilancio del GP d'Italia, infatti, racconta poco della velocità potenziale mostrata dalla SF-26. Leclerc, scattato terzo, ha concluso la propria gara contro le barriere della Parabolica dopo appena due giri; Hamilton, partito al suo fianco in quarta posizione, è riuscito invece a recuperare fino al sesto posto dopo essere precipitato nelle retrovie nelle concitate fasi iniziali. Un risultato ben lontano dalle aspettative dei tifosi, ma che non cancella alcuni segnali interessanti emersi durante il fine settimana.

La SF-26 si era mostrata efficace soprattutto nelle varianti, trovando prestazione in frenata e nei cambi di direzione. Proprio questo rende Madrid interessante: il nuovo circuito non chiederà soltanto velocità sul dritto, ma anche una monoposto capace di adattarsi a sezioni profondamente diverse tra loro.

Anche l'ADUO2 introdotto a Monza ha contribuito a ridurre uno dei limiti della Ferrari. L'evoluzione della power unit rappresenta un passo avanti, ma sarebbe sbagliato trasformarla nel famoso "motorone": la crescita della SF-26 passa anche, e soprattutto, dal lavoro compiuto su telaio e aerodinamica.

Madrid potrebbe quindi offrire alla Ferrari qualcosa di prezioso: abbastanza curve per sfruttare i punti forti della macchina senza trasformare necessariamente il fine settimana in una semplice gara di potenza.

Il problema è che il Madring possiede anche l'altra faccia della medaglia.

I lunghi tratti in piena e le velocità elevate chiameranno in causa proprio uno dei terreni sui quali la Ferrari ha ancora qualcosa da recuperare. Monza lo ha ricordato chiaramente: Hamilton, dopo la gara, ha ammesso che la SF-26 avrebbe perso prestazione sui rettilinei, un limite che ha reso più complicata anche la sua rimonta.

E con le power unit 2026 non sarà sufficiente osservare la velocità massima. Gestione e distribuzione dell'energia elettrica incidono profondamente sulla prestazione lungo tutto il rettilineo: arrivare a una determinata punta velocistica non significa necessariamente essere altrettanto efficaci nel raggiungerla e mantenerla.

L'ADUO2 ha ridotto il problema, non lo ha cancellato. Per questo la scelta dell'assetto potrebbe diventare decisiva. Scaricare troppo la SF-26 per difendersi sul dritto significherebbe rischiare di perdere parte del vantaggio nelle sezioni più tecniche; aumentare troppo il carico potrebbe invece presentare il conto nei punti più veloci.

Maranello parte però con qualche informazione reale in tasca. Il 9 luglio Leclerc e Hamilton hanno percorso complessivamente 200 chilometri sul Madring con la SF-26 durante un filming day, 100 a testa. Pneumatici dimostrativi e limiti regolamentari impediscono di considerarlo un vero test prestazionale, ma quelle tornate hanno comunque permesso alla Ferrari di conoscere dal vivo asfalto, traiettorie e caratteristiche del nuovo circuito prima del weekend di gara.

Non significa avere già la risposta. Significa almeno conoscere meglio la domanda.

Allora Madrid è una pista Ferrari?

Probabilmente è ancora troppo presto per definirla così. Ma potrebbe essere una pista adatta a questa Ferrari.

Ed è una distinzione importante. La SF-26 arriva in Spagna dopo un Monza disastroso nel risultato, con Leclerc fuori quasi immediatamente e Hamilton soltanto sesto, ma non necessariamente altrettanto negativo nelle indicazioni tecniche offerte dalla macchina.

Madrid presenta frenate, cambi di direzione e sezioni guidate nelle quali la Rossa può provare a costruire il proprio tempo. Poi ci sono i rettilinei, e lì torneranno inevitabilmente i dubbi che nemmeno l'ADUO2 sembra aver cancellato del tutto.

Il Madring arriva in Formula 1 senza precedenti di gara e senza una gerarchia già scritta. Ferrari conosce già qualche metro di quell'asfalto, ma questo fine settimana scoprirà ciò che nessun filming day e nessuna simulazione potevano dirle davvero.

Se Madrid sia soltanto una pista nuova. O se possa diventare una pista Ferrari.

Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 12:56
Francesco Franza
vedi letture
Francesco Franza
autore
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari