Fred Vasseur è al centro della trasformazione della Ferrari. Dal suo arrivo a Maranello, nel gennaio 2023, ha ereditato una squadra segnata da addii e turbolenze interne, ma in due anni ha costruito una base nuova per affrontare le sfide di un mondiale sempre più competitivo. Intervistato da Sky Sport Insider alla vigilia del GP d’Ungheria, Vasseur ha raccontato il percorso intrapreso e spiegato le ragioni dietro la scelta della Scuderia di rinnovare la sua fiducia. “Chiudere la questione del contratto prima della pausa estiva era fondamentale”, ha sottolineato. “La stabilità è cruciale per dare un segnale chiaro a chi lavora in fabbrica e a chi deve ancora arrivare. Servono anni per mettere insieme le persone giuste e altri per ottenere risultati: non esistono scorciatoie, serve visione e processo”. L’idea è di garantire continuità a un progetto che vede già innesti come Loïc Serra e Jérôme d’Ambrosio operativi e altre figure pronte a unirsi alla struttura, in un processo di rafforzamento che proseguirà nei prossimi mesi.
La filosofia di Vasseur è semplice ma radicale: eliminare gli sbalzi emotivi che storicamente hanno caratterizzato la Ferrari e puntare sulla coesione interna. “In Italia si passa facilmente dalle stelle alle stalle”, ha osservato. “Siamo secondi nel mondiale, e questo non è un risultato da sottovalutare. In ogni stagione ci sono alti e bassi, ma il mio compito è restare lucido: quando si vince bisogna capire dove migliorare, quando si perde individuare cosa non funziona”. L’approccio è pragmatico e si traduce in un’analisi dei punti di forza già consolidati – pit stop tra i migliori del lotto, affidabilità cresciuta e capacità di reagire agli imprevisti – e delle aree da sviluppare, come il passo gara e la gestione degli aggiornamenti aerodinamici. “La nostra priorità non è accontentarsi del secondo posto, ma creare una base solida per tornare a vincere”, ha spiegato. Anche l’inserimento di Lewis Hamilton e la crescita di Charles Leclerc sono parte integrante di questa costruzione: “Per Lewis è stato un grande cambiamento, adattarsi a un ambiente nuovo dopo tanti anni non è semplice. Forse avevamo sottovalutato l’impatto iniziale, ma nelle ultime gare si è rimesso al livello di Charles e questo è fondamentale: come McLaren con Norris e Piastri, anche noi abbiamo bisogno di quella concorrenza interna che spinge entrambi i piloti a dare di più”.
Lo sguardo di Vasseur è puntato al 2026, anno della grande rivoluzione regolamentare con nuove power unit e aerodinamica rivista. Ferrari dovrà arrivarci pronta e competitiva, e i segnali recenti indicano una direzione chiara: “Ci abbiamo messo quasi due anni per costruire una nuova struttura e adesso iniziamo a vedere i primi risultati, come gli aggiornamenti portati a Spa”, ha ricordato. Il francese è consapevole che McLaren oggi abbia un vantaggio, ma invita a non farsi ingannare: “Hanno fatto un passo avanti rispetto alla fine dello scorso anno e il gap è di circa due decimi in gara. Non è così grande come sembra: in Formula 1 non c’è magia, è questione di dettagli e di piccoli passi costanti”. Dopo la pausa estiva, che offrirà due settimane di respiro in un calendario già da 14 gare disputate, la corsa riprenderà serrata: dieci appuntamenti per chiudere il 2025 e continuare a costruire la Ferrari del futuro. “Da settembre si riparte forte”, ha concluso Vasseur. “Ogni passo, ogni persona nuova, ogni scelta tecnica deve portarci più vicino al nostro obiettivo: tornare a vincere”.
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