La Mercedes W17 ha attirato sguardi e polemiche ancora prima di scendere davvero in pista. Il motivo è una soluzione aerodinamica evidente, quasi provocatoria: una grande apertura verticale in prossimità del diffusore, interpretata da molti come una possibile zona grigia del regolamento 2026. In realtà, dietro quella scelta c’è una lettura molto precisa delle nuove norme tecniche e una filosofia che segna il ritorno a concetti del passato, adattati a una Formula 1 profondamente diversa.

Il cuore della discussione riguarda il modo in cui la Mercedes ha deciso di gestire i flussi nella parte finale del fondo. Con il ritorno del rake, quindi con il posteriore della vettura più alto rispetto all’anteriore, diventa fondamentale alimentare il diffusore con aria energizzata per recuperare carico. La W17 utilizza una fessura verticale che convoglia aria verso il diffusore stesso, aumentando l’efficienza aerodinamica senza affidarsi agli effetti suolo estremi dell’era precedente. Una soluzione che, a ben vedere, non nasce dal nulla: anche la generazione 2025 presentava elementi simili, seppur meno accentuati, a conferma di una tendenza ormai consolidata tra i progettisti.

Il regolamento e il nodo del fondo
La chiave della legittimità sta nell’Articolo 3.5 del regolamento tecnico. Il testo impone che il fondo rientri nell’area definita RV-Floor-Body e che, osservato dal basso, non presenti fori capaci di lasciare intravedere volumi superiori come l’RS-Floor-Body. Inoltre, viene specificato che il fondo deve apparire scuro se visto da sotto, proprio per escludere la presenza di aperture vere e proprie. La W17 rispetta questi criteri perché quella che sembra una fessura è in realtà una curvatura del bordo del diffusore: non c’è un buco passante, ma un restringimento del canale che guida il flusso.

Un’interpretazione estrema ma consentita
Dal punto di vista tecnico, la Mercedes non ha “bucato” il fondo, ma ha semplicemente modellato in modo aggressivo il volume del diffusore. È una lettura raffinata del regolamento, che sfrutta la tridimensionalità consentita senza violare il principio della superficie continua vista dal basso. Una scelta che conferma come il reparto tecnico tedesco abbia interpretato le nuove regole con coraggio, cercando carico dove altri hanno preferito soluzioni più conservative. In un contesto di regolamenti riscritti, la W17 diventa così un esempio di come l’innovazione possa nascere non da una scappatoia, ma da una comprensione profonda delle parole scritte nei documenti FIA.

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 09:21
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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