Questo matrimonio non s'adda fare diceva Manzoni. Non si riferiva sicuramente all'approdo di Max Verstappen in Mercedes, eppure la frase si addice: non c'è verso che l'olandese vada via da Red Bull. Il futuro di Max Verstappen continua a essere uno dei temi più caldi del motorsport, anche quando tutto sembra andare nella direzione della continuità. Tra voci di mercato, equilibri politici e scenari tecnici ancora tutti da decifrare, c’è chi fatica a immaginare certi incastri. Ralf Schumacher, con il suo sguardo diretto e senza filtri, ha messo sul tavolo un dubbio che circola da tempo: l’idea di vedere Verstappen e Toto Wolff dalla stessa parte del box appare ancora distante dalla realtà.

Secondo l’ex pilota tedesco, il possibile asse tra Max Verstappen e il numero uno Mercedes resta più teorico che concreto. Il problema non sarebbe tecnico o contrattuale, ma di sintonia personale e gestionale. Schumacher lo ha spiegato senza giri di parole, lasciando intendere che certi rapporti non si costruiscono solo con un volante competitivo. "Non riesco davvero a immaginarli funzionare insieme, c’è qualcosa che non combacia. È una sensazione difficile da spiegare, ma l’incastro non mi sembra naturale", ha raccontato, sottolineando come l’ipotesi potrebbe prendere quota solo davanti a un improvviso crollo delle prestazioni della Red Bull.

Alternative possibili ma poco convincenti
Nel ragionamento di Schumacher entrano anche le altre squadre di vertice. McLaren e Aston Martin sarebbero pronte ad accogliere Verstappen senza esitazioni, ma il nodo resta sempre lo stesso: l’ambiente. "Se ci fosse un sedile libero, squadre come McLaren o Aston Martin farebbero carte false per averlo", ha spiegato, ricordando però quanto l’olandese sia ormai perfettamente integrato nella struttura Red Bull. A fine della scorsa stagione, Verstappen appariva sereno, protetto e totalmente a suo agio, un fattore che nel lungo periodo pesa quanto i decimi al giro.

Una Red Bull costruita su misura
Il punto centrale è l’unità interna del team anglo-austriaco. Schumacher descrive una squadra che ruota completamente attorno al suo campione, con dinamiche difficilmente replicabili altrove. "La sensazione è quella di un gruppo diventato un tutt’uno. Oggi non c’è davvero motivo di mettere tutto in discussione", ha osservato, aggiungendo che trovare altrove lo stesso livello di controllo e fiducia sarebbe complicato. Non a caso, persino le suggestioni più fantasiose, come una collaborazione simbolica tra Red Bull e Mercedes alla 24 Ore del Nürburgring 2026, sembrano più un esercizio di immaginazione che un anticipo di futuro. Un Verstappen su Mercedes, ma con livrea Red Bull, resterebbe un’immagine affascinante, sospesa tra marketing e provocazione.

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 08:41
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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