La prima controversia tecnica della stagione 2026 è già scoppiata e rischia di dominare i titoli prima ancora del semaforo verde in Australia. Il nodo al centro del caso è il sistema di misurazione del rapporto di compressione delle power unit, fonte di tensioni tra la FIA e alcuni team pronti a scendere in campo con interpretazioni regolamentari molto aggressive. A Melbourne potrebbe non essere solo la pista a decidere, ma anche le proteste formali e i ricorsi sportivi, mentre ad emergere sono le reazioni accese di Aston Martin e del suo guru tecnico, Adrian Newey, che non hanno nascosto il proprio scontento dopo l’ultimo incontro con la Federazione.

Una riunione che non ha chiarito nulla
Giovedì scorso, la FIA ha convocato motoristi e team principali per cercare di mettere ordine a una delle sezioni più delicate del regolamento power unit. Il focus era sulla misura del rapporto di compressione in condizioni operative, invece che a motore freddo e a temperatura ambiente come sancito dai testi regolamentari. Tuttavia, la riunione si è chiusa senza una decisione netta né una tempistica chiara per l’introduzione del sistema di controllo a caldo, lasciando un clima di frustrazione generale. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale, la mancanza di direttive precise potrebbe aprire la porta a proteste già nel Gran Premio d’Australia di Melbourne, con team pronti a sollevare obiezioni formali sulle soluzioni tecniche adottate dai rivali. 

Aston Martin e Newey sul piede di guerra
Nel mezzo di questa incertezza normativa, Aston Martin e Newey sarebbero scoppiati di rabbia per come la Federazione ha gestito il confronto tecnico. Secondo L’Equipe, citata dalle fonti che hanno seguito il caso, il team di Silverstone e il suo direttore tecnico non avrebbero gradito la decisione di non condannare l’interpretazione attuata da alcuni costruttori su come viene misurato il rapporto di compressione della power unit. In particolare, la presunta “zona grigia” avrebbe permesso a Mercedes e Red Bull Powertrains di ottenere livelli di prestazione più elevati durante il funzionamento, pur risultando conformi nei controlli statici: un vantaggio potenziale che Aston Martin non intende lasciar correre sotto silenzio.

L’effetto immediato di queste tensioni è un possibile sviluppo in aule sportive: più squadre sono pronte a valutare reclami ufficiali se certi dispositivi o interpretazioni tecniche dovessero essere presenti sulle griglie di partenza australiane. Questo, unito alla promessa di una normativa ancora in divenire, alimenta un clima di incertezza che potrebbe trasformare le prime gare della stagione in un terreno di battaglie regolamentari altrettanto intense delle sfide tra le monoposto stesse, con Ferrari e gli altri costruttori a osservare attentamente ogni mossa della FIA e dei propri rivali. 

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 07:46
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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