L’incubo continua per Hamilton e la Ferrari
Lewis Hamilton sembra intrappolato in un sogno al contrario, uno di quelli da cui non riesci a svegliarti. L’arrivo a Maranello doveva rappresentare l’apice della sua carriera, l’occasione per chiudere in bellezza la sua leggenda. E invece, il Gran Premio di San Paolo ha aggiunto un’altra pagina amara al suo 2025: eliminato in Q2, due contatti nei primi giri e infine il ritiro. Nessun podio, nessuna gioia, solo la sensazione di un ciclo che non decolla. Se non riuscirà a salire sul podio entro la fine del 2026, Hamilton entrerà suo malgrado nella storia come il pilota Ferrari più lento a conquistarne uno. Eppure, il suo talento resta immutato: è la combinazione di sfortuna, adattamento difficile e pressione psicologica a renderlo vulnerabile.
Tra frustrazione e autoconsapevolezza
Le sue parole dopo la gara parlano da sole: “È un incubo, e lo sto vivendo da un po’.” Non è semplice sentirlo dire da un sette volte campione del mondo. L’ex pilota Mercedes, abituato a lottare per le vittorie, oggi sembra combattere più con se stesso che con gli avversari. Alla vigilia aveva ammesso di aspettarsi un weekend complicato, e così è stato un classico caso di profezia che si autoavvera. La collisione con Carlos Sainz alla prima curva e il successivo tamponamento a Franco Colapinto hanno completato una domenica da dimenticare. Hamilton ha poi abbandonato la gara, aggiungendo un nuovo ritiro a una lista ormai troppo lunga. La frustrazione traspare anche dal suo linguaggio del corpo, sempre più distante da quella calma fiducia che lo aveva reso un’icona.
Alla ricerca della scintilla perduta
“Non ci arrenderemo”, ha dichiarato a fine gara. Ma più che una promessa, suona come un mantra ripetuto per convincere se stesso. Il sogno Ferrari sembra ora un peso, e la determinazione che lo ha sempre contraddistinto appare incrinata. Forse, come dice lui stesso, deve solo “credere che qualcosa di buono nascerà da tutto questo”, ma la convinzione vacilla. Se non ritroverà la forza mentale che lo ha reso un campione, la spirale negativa potrebbe continuare. Hamilton non ha perso la velocità, ma forse ha smarrito la serenità. E mentre altri, come il sorprendente sesto posto di Haas, colgono occasioni inaspettate, il mito inglese resta sospeso tra la gloria del passato e l’incertezza del presente, un campione che cerca ancora di svegliarsi dal suo incubo rosso.
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