Un vivaio in fermento
Dopo alcuni anni di carenza nel settore giovanile, Red Bull può finalmente contare su una nuova ondata di piloti promettenti. Yuki Tsunoda, Liam Lawson e Isack Hadjar rappresentano il presente, mentre Arvid Lindblad e Alex Dunne spingono dal basso per conquistare spazio. Come da tradizione del sistema Red Bull, la competizione interna è spietata: chi non convince viene sostituito. Con l’uscita di scena di Christian Horner e il ritorno dell’influenza diretta di Helmut Marko, la linea sembra ancor più rigida. Perez, già in bilico nel 2024, ha beneficiato solo temporaneamente della protezione del team principal. Oggi, la situazione è diversa: ogni pilota, ad eccezione di Verstappen, deve guadagnarsi la conferma in pista, mentre il 2026 si avvicina con il suo carico di incertezze regolamentari.
Hadjar in crescita Lawson in bilico
Isack Hadjar si è imposto come uno dei talenti più interessanti del programma Red Bull. Dopo un esordio complicato in Formula 2, ha chiuso la stagione successiva da vicecampione, mostrando solidità e maturità. Il suo podio a Zandvoort e le prestazioni convincenti a Singapore hanno riacceso l’interesse su di lui, anche se alcune sbavature di inesperienza restano. La dirigenza valuta se promuoverlo già nel 2026, ma un passo affrettato potrebbe rivelarsi rischioso. Diversa la situazione di Liam Lawson, che dopo un buon inizio sembra aver perso fiducia. Gli errori ripetuti a Singapore hanno pesato sul giudizio di Marko, e il neozelandese rischia di finire nel limbo dove molti giovani Red Bull si sono già persi. La decisione se puntare su di lui o dare spazio a Lindblad sarà cruciale per il futuro del team satellite.
Tsunoda e la sfida del rinnovamento
Per Yuki Tsunoda, la stagione 2025 è stata altalenante. Il giapponese ha mostrato lampi di velocità ma anche difficoltà nel gestire un’auto imprevedibile. Red Bull riconosce che gran parte dei limiti derivano dal mezzo tecnico più che dal pilota, ma la pazienza non è infinita. Il distacco medio da Verstappen in qualifica resta troppo alto per ambire al rinnovo nel 2026. Tuttavia, con l’arrivo delle nuove regole e l’evoluzione aerodinamica in corso, un cambio immediato di pilota potrebbe creare più confusione che benefici. In un contesto in cui la Formula 1 si prepara a una rivoluzione tecnica, Red Bull dovrà scegliere se affidarsi all’esperienza o scommettere su energie fresche. Il 2026 potrebbe così diventare l’anno della svolta, o quello dell’ennesima rivoluzione targata Marko.
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