Kimi Antonelli guarda al 2025 con lucidità, ma anche con un rammarico difficile da cancellare. Il rookie bolognese della Mercedes ha individuato nei mesi europei il momento più complicato della sua prima stagione in Formula 1. Una fase segnata dall’introduzione di una nuova sospensione posteriore che ha inciso profondamente sul suo percorso di crescita. Secondo Antonelli, quei cambiamenti gli sono costati due o tre mesi di progressi.
I mesi europei come punto critico della stagione
Intervistato da Motorsport.com Italia, Antonelli è tornato con grande onestà sui tre mesi disputati in Europa, definiti come i più duri dell’intero 2025. In quella fase la Mercedes ha introdotto una nuova sospensione posteriore che, se da un lato ha funzionato meglio per George Russell, dall’altro ha messo in seria difficoltà il giovane italiano. Antonelli ha spiegato di aver faticato molto più del compagno di squadra ad adattarsi, soprattutto perché il comportamento del posteriore non si sposava con il suo stile di guida naturale. Questo squilibrio ha reso ogni weekend una sfida mentale prima ancora che tecnica.
Fiducia persa e crescita rallentata
Il problema non è stato soltanto prestazionale, ma anche psicologico. Antonelli ha raccontato come, gara dopo gara, la mancanza di fiducia lo abbia portato a guidare in modo sempre più rigido e teso. In Formula 1, soprattutto per un rookie, la fiducia è una componente fondamentale del processo di apprendimento. Quando viene meno, anche i piccoli miglioramenti diventano difficili da percepire. Secondo il pilota Mercedes, proprio questa spirale negativa ha rallentato la sua crescita, impedendogli di costruire quello slancio che spesso fa la differenza nella seconda metà della stagione.
Cosa sarebbe potuto cambiare
Col senno di poi, Antonelli non nasconde che alcune scelte avrebbero potuto portare a uno scenario diverso. Un adattamento più rapido alla sospensione o un ritorno anticipato alla configurazione precedente avrebbero forse consentito di recuperare fiducia prima della fine della stagione europea. In quel caso, spiega il pilota, avrebbe potuto presentarsi alla parte finale del campionato con una base più solida, sia in termini di risultati sia di consapevolezza. Un rimpianto che resta, ma che allo stesso tempo rappresenta una lezione importante in vista del futuro.
Le dichiarazioni complete
"Credo di aver perso almeno due o tre mesi di crescita. Ho avuto molte più difficoltà rispetto a George nella gestione del posteriore e nell’adattarmi a quella soluzione, soprattutto per il mio modo di guidare. È stato un periodo complicato, perché continuavo a perdere fiducia, guidavo sempre più rigido e facevo fatica a migliorare. Se fossi riuscito ad adattarmi prima, oppure se fossimo tornati prima alle sospensioni precedenti, probabilmente la mia stagione europea avrebbe preso una piega diversa e avrei potuto costruire slancio già a metà di quella fase."
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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