Una sfida senza precedenti alla leadership FIA
La corsa alla presidenza della FIA, che sembrava destinata a concludersi con la riconferma di Mohammed Ben Sulayem senza avversari, ha preso una piega inaspettata. Laura Villars, candidata alla presidenza e tra le poche voci critiche all’attuale gestione, ha infatti ottenuto l’autorizzazione a citare in giudizio la Federazione davanti al Tribunale di Parigi. L’udienza, fissata per il 10 novembre, rappresenta un momento decisivo in quella che è diventata una vera battaglia per la trasparenza e il pluralismo interno all’organizzazione.
Villars contesta il sistema di candidatura, che richiede ai partecipanti di presentare una lista di sette vicepresidenti provenienti da diverse regioni del mondo. Tuttavia, la scarsità di candidati indipendenti, soprattutto in Sud America, ha di fatto reso impossibile la presentazione di una lista alternativa a quella di Ben Sulayem. Una situazione che, secondo la candidata, mina alla base i principi democratici dell’organo che governa il motorsport mondiale.
Le motivazioni di Villars e l’appoggio di altri candidati
In una dichiarazione pubblica, Villars ha spiegato che la sua azione legale non nasce da uno scontro personale con la FIA, ma dal desiderio di “proteggere la democrazia interna” e garantire regole elettorali chiare. Dopo mesi di tentativi di dialogo andati a vuoto, la francese ha deciso di rivolgersi ai tribunali per denunciare quelle che definisce “gravi carenze democratiche e violazioni degli statuti interni”. Anche il suo avvocato, Robin Binsard, ha sottolineato la rapidità con cui la Corte ha accolto la richiesta d’urgenza, segnale, a suo dire, della serietà delle accuse mosse.
L’iniziativa di Villars ha trovato sostegno anche in Tim Mayer, un altro dei candidati esclusi, che ha definito il processo elettorale “una farsa” e “l’illusione della democrazia”. Mayer, pur seguendo un proprio iter interno, ha lasciato intendere di poter affiancare la collega francese in una battaglia legale comune per difendere “l’integrità e la reputazione della FIA”.
La risposta ufficiale della Federazione
La FIA ha replicato con una nota formale, ribadendo la legittimità e la trasparenza del proprio processo elettorale. L’organo di governo ha ricordato che le regole e le scadenze sono pubblicamente consultabili sul proprio sito e che i criteri di rappresentanza regionale non rappresentano una novità, essendo stati applicati anche in passato. Secondo la Federazione, i candidati hanno avuto tempo e risorse sufficienti per preparare le loro liste. Tuttavia, pur riconoscendo la validità della convocazione legale, la FIA ha scelto di non rilasciare ulteriori commenti fino alla conclusione del procedimento giudiziario.
La vicenda segna un momento delicato per la Federazione, chiamata a difendere la propria credibilità in una fase in cui l’immagine di imparzialità e pluralismo è messa in discussione. L’udienza del 10 novembre potrebbe rappresentare un punto di svolta nella governance del motorsport mondiale.
🚨| FIA presidential candidate Laura Villars has launched a legal action against the FIA to challenge its election process.
— sim (@simsgazette) October 29, 2025
'Villars had expressed an intention to stand in December's presidential election against incumbent Mohammed Ben Sulayem. But a quirk of the FIA election… pic.twitter.com/aikQV3Qx9H
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