Mancano pochi giorni all'accensione dei motori a Barcellona, ma la griglia di partenza del Mondiale 2026 sembra già spaccata in due. Da una parte chi ha lavorato nell'ombra ed è pronto, dall'altra chi sta pagando il prezzo di una rivoluzione tecnica forse troppo estrema.

I promossi: Red Bull e Ferrari guidano il gruppo

Le notizie di oggi hanno ribaltato le percezioni. La Red Bull di Laurent Mekies, nonostante il silenzio invernale, ha dimostrato la sicurezza dei forti: niente shakedown, subito in pista lunedì 26. Una mossa psicologica per dire "noi ci siamo". Dall'altra parte la Ferrari: la SF-26 c'è. Hamilton e Leclerc salteranno il primo giorno solo per scelta strategica, ma la vettura è pronta per macinare km dal martedì con una SPEC-A.

I bocciati (per ora): l'incubo inglese

Dall'altra parte della Manica, invece, è scattato l'allarme rosso. La complessità delle nuove Power Unit e dei telai alleggeriti ha messo in ginocchio tre storiche scuderie:

McLaren: I campioni in carica arriveranno in ritardo (scelta voluta, dicono, ma pur sempre un ritardo).

Aston Martin: Il progetto Honda-Newey è affascinante ma complesso. Stroll e Alonso rischiano di guardare gli altri girare almeno all'inizio.

Williams: La situazione più critica. Se le voci sui crash test falliti fossero confermate, Grove rischierebbe di perdere l'intera sessione, ripetendo il disastro del 2019.

Il 2026 doveva livellare i valori, ma sembra aver creato un abisso ancora prima del via. Vedremo nei prossimi giorni se arriveranno correzioni decisive e ulteriori conferme\smentite.

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Sezione: News / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 18:05
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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