Arriverà in ritardo, ma quando arriverà l'Aston Martin promette scintille. L’attesa attorno alla Aston Martin del 2026 cresce giorno dopo giorno, alimentata da una sola certezza: quando c’è Adrian Newey di mezzo, nulla resta convenzionale. A Silverstone il lavoro procede a ritmo serrato, tra scelte estreme e soluzioni che dividono già il paddock. La AMR26 nasce sotto il segno dell’ambizione pura, con l’obiettivo di sfruttare ogni spiraglio del nuovo regolamento tecnico. Un progetto che promette di sorprendere e, forse, di cambiare le gerarchie.

Un progetto radicale tra aerodinamica e packaging estremo

La firma di Adrian Newey sulla AMR26 si riconosce a colpo d’occhio. L’auto che debutterà ufficialmente il 9 febbraio, a pochi giorni dai test del Bahrain, nasce con un’impostazione estrema soprattutto nella gestione degli ingombri. L’altezza dell’abitacolo e la conformazione finale delle pance sono state ripensate per massimizzare il flusso verso il diffusore, elemento centrale delle monoposto 2026. A Silverstone sanno che il tempo stringe e i ritardi sono messi in conto, perché il livello di complessità del progetto è superiore alla media. Come spiegato da Funoanalisitecnica, il lavoro di Newey punta a spremere ogni millimetro utile, anche a costo di arrivare ai test con una versione non definitiva. “Meglio presentarsi con qualcosa di incompleto che rinunciare a un’idea vincente”, è il concetto che filtra dall’ambiente, rielaborato nelle parole di chi segue da vicino lo sviluppo.

La corsa contro il tempo e il peso delle scelte meccaniche

Il settimo posto nel mondiale costruttori ha garantito ad Aston Martin un pacchetto prezioso di ore in galleria del vento: 400 ore e 320 run che Newey sta utilizzando fino all’ultimo secondo disponibile. Non solo aerodinamica, però. Anche la parte meccanica ha richiesto decisioni tardive, in particolare sullo schema delle sospensioni, rievocando dinamiche già viste ai tempi di McLaren e Red Bull. Il precedente della RB6 del 2010 resta emblematico: una vettura arrivata in ritardo ma capace di dominare una volta completata. La AMR26 potrebbe seguire lo stesso percorso, con aggiornamenti importanti attesi dopo il Bahrain. L’obiettivo dichiarato è alzare l’asticella e riportare il team nelle posizioni che contano, affidandosi alla visione di Newey e alla spinta di una struttura che vuole crescere. In un contesto regolamentare nuovo, l’estremizzazione del packaging diventa una scommessa tecnica che potrebbe riscrivere il futuro della Aston Martin F1 e influenzare l’intera Formula 1.

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Sezione: News / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 12:34
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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