Un rumore di ruspe e il profilo di un circuito storico che cambia: a Buenos Aires è ufficialmente partita la trasformazione dell’Autódromo Oscar y Juan Gálvez, l’impianto che ospitò il Gran Premio d’Argentina per decenni. Le immagini della demolizione dei vecchi box segnano l’inizio di un progetto ambizioso pensato non solo per riportare il MotoGP nella capitale sudamericana dal 2027, ma anche per riaprire la porta alla Formula 1 in un futuro non troppo lontano. Le opere macroscopiche in corso riflettono un desiderio radicato di restituire all’Argentina un ruolo nel calendario motoristico mondiale.

Un cantiere da 150 milioni e nuove prospettive internazionali

L’intervento sull’Autódromo di Buenos Aires non è un restyling qualsiasi: si tratta di un piano di lavori da circa 150 milioni di dollari promosso dal Governo della Città la scorsa settimana con la demolizione dei box costruiti negli anni ’90, ormai obsoleti e non idonei alle competizioni di vertice. L’obiettivo immediato è ottenere l’omologazione di Grado 2 per ospitare il ritorno del MotoGP già dal 2027, con una struttura completamente nuova in grado di accogliere fino a oltre 150 000 spettatori e un layout ridisegnato con più di 12 curve e rettilinei capaci di spingere moto e, in prospettiva, monoposto fino a oltre 300 km/h. “Vogliamo trasformare il Gálvez in un circuito moderno, senza perdere l’anima che lo ha reso leggendario,” ha spiegato il capo del Governo cittadino, parafrasando le parole rilasciate alla stampa locale. Parallelamente, la riorganizzazione degli spazi e dell’infrastruttura punta ad ampliare la pista e le aree tecniche per soddisfare un giorno i requisiti della massima serie automobilistica mondiale. 

Dal GP storico al grande ritorno: la sfida dell’Argentina

L’Autódromo Oscar y Juan Gálvez è un nome che evoca la storia della Formula 1 in Argentina, con venti edizioni del Gran Premio tra il 1953 e il 1998 e leggende come Fangio e Fittipaldi che hanno scritto pagine indelebili su questo asfalto. Oggi la pista è in gran parte inattiva per la mancanza di fondi e infrastrutture adeguate, una condizione che la relegava a un omologazione di Grado 4, insufficiente per eventi internazionali di primo piano. Con il progetto in corso, il primo passo sarà riaccendere i riflettori con il MotoGP, mentre le ambizioni di riportare la F1 si confrontano con la concorrenza internazionale per un posto nel calendario e le rigide esigenze tecniche di una serie globale sempre più affollata. “Ogni volta che una categoria internazionale corre qui, la città riceve investimenti e visibilità,” ha aggiunto il segretario allo Sport locale, rimarcando quanto strategico possa essere questo rilancio per Buenos Aires.

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Sezione: News / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 12:57
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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