Il Circus della Formula Uno si è già messo in marcia per il Gran Premio del Belgio, e solo i migliori bookmakers sono in grado di prevedere le eccitanti sfide che ci attendono. Gli amanti della F1 stanno già pregustando l’azione in pista, il che rende questo appuntamento uno dei più attesi nel calendario. Tuttavia, non è solo l’entusiasmo degli appassionati a fare del GP belga una tappa da non perdersi, ma soprattutto la curiosità di sapere se i nuovi aggiornamenti della Red Bull permetteranno alla scuderia anglo-austriaca di superare il momento di “difficoltà” e spegnere sul nascere le speranze degli avversari di riaprire quantomeno il mondiale costruttori.
Possibilità concrete, avversari un po’meno
Speranze che avevano già preso vita a partire dal Gran Premio dell’Emilia-Romagna, quando Norris non riuscì a sopravanzare Verstappen per una questione di pochissimi giri, palesando l’incapacità della Red Bull di dominare i GP rifilando distacchi siderali ai diretti avversari come l’anno precedente. A riprova di ciò, il successivo Gran Premio di Monaco vide il pilota olandese fallire il suo tentativo di replicare la pole position miracolosa del 2023 e classificarsi soltanto a un insolito e mesto sesto posto, mentre Charles Leclerc trionfava per la prima volta in carriera nel circuito di casa. Eppure, nonostante questa “crisi”, la Red Bull è riuscita bene o male a resistere all’assalto degli inseguitori e addirittura, nel caso del mondiale piloti, ad ampliare il proprio margine di vantaggio fino al recente Gp d'Ungheria.
Tutto ciò trova una pronta spiegazione se si considerano da un lato l’assoluto talento e l’implacabile brama di trionfo di Verstappen (vedasi la magistrale prova di guida in condizioni di pista estremamente variabili in Canada e l’arcigna difesa su Norris durante gli ultimi giri del Gran Premio d’Austria) e l’incapacità delle squadre avversarie di trarre pieno vantaggio dall’inusuale vulnerabilità della scuderia bibitara. Infatti, la McLaren, il team senza dubbio più in palla dal precedentemente citato GP dell’Emilia-Romagna, non è stata in grado di sfruttare al massimo il suo leggero vantaggio tecnico e largo vantaggio umano (leggasi “correre con due piloti al posto di praticamente uno solo”), rosicchiando solo pochi punti e rimanendo così a distanza dalla Red Bull quando avrebbero potuto ridurre tale divario di più o meno altri 50 punti. La leggendaria scuderia inglese, comunque, deve incolpare solo se stessa e il fatto di essersi disabituata a lottare per le vittorie e non più solo per dei piazzamenti se non è riuscita a colmare il distacco dal vertice (gli evidenti errori strategici che sono costati la vittoria a Norris e il podio a Piastri in Inghilterra sono un esempio lampante di quanto appena detto); nonché una certa difficoltà da parte dello stesso Norris di gestire i momenti cruciali delle gare e di mettere pressione all’amico-nemico Verstappen.
Charles Leclerc spezza la maledizione del circuito di casa
Parlare della Ferrari, invece, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Da quando Leclerc è riuscito a spezzare in grande stile la maledizione del circuito di casa, è come se una nuova (vecchia) iattura si fosse abbattuta (riproposta) su di lui in particolare e sulla scuderia in generale: GP del Canada rovinato da una chiamata box errata e finito anzitempo per noie al motore dopo mentre Sainz metteva Albon fuori causa con un’elegante e improvvida piroetta, GP d’Austria iniziato subito in salita a causa di un contatto al via che ha danneggiato l’ala anteriore e infine GP di Silverstone compromesso da una strategia demenziale e concluso da doppiato. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Per concludere, una rapida menzione alla Mercedes e alle sue Frecce d’Argento che sembra siano tornate a sfrecciare (concedetemi un piccolo gioco di parole) e a impensierire la McLaren e la Ferrari. Questo ritorno della casa di Stoccarda dopo un inizio di stagione complesso in cui risultavano essere sì e no la quarta forza in pista potrebbe paradossalmente essere un vantaggio non da poco per la Red Bull, dal momento che la Mercedes finirebbe col contendersi punti pesanti con le altre due inseguitrici della scuderia austriaca e quindi rendere più difficoltosa la rimonta mondiale per le altre due squadre.
Checo non c’è ancora, chissà se ci sarà ancora
Come accennato in precedenza, se la Red Bull risulta essere vulnerabile (per lo meno nel mondiale costruttori), non è solo merito delle squadre avversarie ma anche colpa di un Perez che non pare essere minimamente in grado di reagire a un periodo negativo in cui non riesce a performare ai livelli richiesti dal team, anzi in cui colleziona solo figuracce e umiliazioni sportive. Nemmeno il rinnovo di contratto, probabilmente una mossa disperata della Red Bull per tentare di risollevare l’animo del pilota messicano, è servito a molto, e non servirà neppure da protezione per Perez contro una scuderia che non si è mai fatta problemi a silurare i propri piloti a stagione in corso qualora le loro prestazioni non fossero all’altezza. Perciò, è quasi dato per certo che, al rientro dalla pausa estiva, il nativo di Guadalajara non sarà più il secondo alfiere Red Bull ma verrà sostituito da uno dei giovani torelli che scalpitano per dimostrare le proprie abilità di guida al volante di una macchina di prim’ordine. Secondo quanto riportato da Formulapassion, i principali candidati per il posto di seconda guida Red Bull sono Tsunoda e Lawson, i quali sembrerebbe abbiano scalzato il “vecchio” ma affidabile Ricciardo nella lista delle preferenze. Nonostante il carattere un po’ fumantino, Tsunoda ha dimostrato in questi anni di essere un pilota di talento, riuscendo anche a tenere testa a un veterano quale lo stesso Ricciardo che, sebbene non sia più quello dei tempi della Red Bull, è ancora in grado di dire la sua. Eppure, malgrado la maggiore esperienza in Formula Uno, varie voci e indiscrezioni indicano Lawson come il favorito per il sedile Red Bull.
Lawson potrebbe essere il nuovo favorito della Red Bull
Per il neozelandese non sarebbe un debutto assoluto, visto che ha già corso in F1 l’anno scorso al posto di Ricciardo dopo che quest’ultimo si era rotto il polso in seguito a un incidente occorso nelle prove libere del GP di Olanda, ma è indubbio che cinque gran premi corsi da sostituto non possano in nessun modo equivalere a tre stagioni e mezzo vissute da membro stabile del team. A favorire Lawson nella corsa interna potrebbe essere, oltre ai tempi più che soddisfacenti registrati durante il filming day dello scorso giugno, anche la lotta politica che da tempo va avanti nella scuderia austriaca. Difatti, mentre il super-consulente Marko propende per Tsunoda, il Team Principal Horner preferisce Lawson. Di conseguenza, il pilota scelto per sostituire Perez dirà molto sulla catena di comando all’interno della Red Bull e su chi realmente tiene le redini, sempre che la Red Bull non decida di sorprendere tutti e riconfermare Perez. Dopotutto, nel favoloso circo della Formula Uno può accadere tutto e il contrario di tutto in ogni momento.
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