Lewis Hamilton ha concluso il 2025 in Formula 1 con un dato che fotografa meglio di ogni analisi il suo primo anno difficile in Ferrari. Il sette volte campione del mondo ha infatti fatto registrare una posizione media in qualifica di 9,04, la peggiore dell’intera carriera in F1, un numero che racconta più delle singole gare le difficoltà vissute nel corso della stagione.
Un dato che certifica le difficoltà del primo anno in Ferrari
La statistica della posizione media in qualifica è spesso uno degli indicatori più attendibili per valutare il reale livello di competitività di un pilota e del pacchetto tecnico a sua disposizione. Nel caso di Hamilton, il 9,04 rappresenta un’anomalia netta rispetto a tutto il suo percorso in Formula 1. Mai, nemmeno negli anni più complicati in McLaren o nelle ultime stagioni Mercedes, il britannico aveva chiuso un campionato con numeri simili al sabato. Il passaggio in Ferrari, carico di aspettative e pressione, si è scontrato con una vettura che raramente gli ha permesso di esprimersi al livello che lo ha sempre contraddistinto. Qualifiche spesso in salita, Q3 mancati o raggiunti con fatica, e una costante difficoltà nel trovare il giro perfetto hanno accompagnato l’intera stagione, rendendo il dato finale quasi inevitabile.
Adattamento, macchina e limiti strutturali
Dietro questo numero non c’è solo una questione di adattamento personale. Hamilton ha dovuto fare i conti con una Ferrari che nel 2025 non è mai riuscita a offrire una finestra di utilizzo stabile, soprattutto sul giro secco. La difficoltà nel portare rapidamente le gomme nella giusta temperatura e la necessità di compromessi di assetto orientati più alla gara che alla qualifica hanno spesso penalizzato il sabato. In questo contesto, anche un pilota dell’esperienza di Hamilton ha faticato a mascherare i limiti del pacchetto. Il risultato è stato un rendimento discontinuo, con picchi isolati ma una media che si è progressivamente abbassata nel corso dell’anno. Il 9,04 non racconta solo il momento di Hamilton, ma anche le fragilità di un progetto che non è mai stato realmente cucito addosso alle sue caratteristiche.
Un campanello d’allarme in vista del 2026
Questo dato rappresenta anche un segnale importante guardando al futuro. Il 2026 sarà l’anno della verità per Ferrari e per Hamilton, con un nuovo regolamento e la necessità di ripartire da basi completamente diverse. Chiudere il 2025 con la peggior media qualifiche della carriera non cambia il valore assoluto del pilota, ma evidenzia quanto sia urgente per il team offrire una vettura più prevedibile, più efficace sul giro secco e meno dipendente da condizioni ideali. Hamilton resta un riferimento in termini di esperienza e sensibilità tecnica, ma numeri come questi mostrano che senza un progetto solido anche i campioni più vincenti finiscono per sembrare vulnerabili.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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