Charles Leclerc è l’unico pilota in grado di giocarsela davvero con Max Verstappen a parità di macchina. A dirlo è Riccardo Patrese, vice campione del mondo di Formula 1 nel 1992 con la Williams, che in una lunga analisi ha indicato nel monegasco il solo vero antagonista possibile del quattro volte campione del mondo, al di là dei titoli e delle classifiche recenti.
Il talento di Leclerc oltre i limiti della Ferrari
Secondo Patrese, la carriera di Charles Leclerc è stata fin qui condizionata più dal mezzo che dal pilota. Il monegasco non ha mai avuto tra le mani una Ferrari realmente all’altezza di lottare per il Mondiale fino in fondo, e questo ha inciso inevitabilmente sulla percezione esterna del suo valore assoluto. Patrese sottolinea come Leclerc sia costantemente riuscito a portare la vettura oltre il suo reale potenziale, mostrando velocità pura, sensibilità di guida e capacità di adattamento che pochi altri in griglia possiedono. "Se la gioca sempre, perché il mezzo giusto non lo ha mai avuto, e questo spiega molte cose del suo percorso". In questa lettura, le difficoltà della Ferrari non oscurano il talento di Leclerc, ma lo rendono ancora più evidente, perché emergere in un contesto imperfetto richiede qualità fuori dal comune.
La fame di vittorie e la frustrazione che ne deriva
Un altro aspetto centrale dell’analisi riguarda la componente emotiva. Patrese parla apertamente della fame di trionfi che accompagna Leclerc e che spesso si trasforma in frustrazione. Non è una debolezza, ma il segnale di un pilota che sente di poter vincere e che soffre quando non ha i mezzi per farlo. Gli errori, rari ma talvolta evidenti, vengono interpretati proprio come il frutto di questa tensione interna. "La frustrazione è comprensibile, e quelle poche volte che sbaglia dipendono dalla voglia enorme che ha di arrivare". È una descrizione quella fornita al Quotidiano Sportivo che restituisce l’immagine di un pilota spinto da un desiderio autentico di successo, disposto a prendersi rischi pur di colmare un divario che non nasce dal suo talento.
Verstappen resta il riferimento, ma Leclerc è l’unico alla sua altezza
Pur riconoscendo il valore del campione in carica, Patrese non ha dubbi nel tracciare una linea netta. Anche in un’era in cui il titolo è andato a Norris, il giudizio sul confronto diretto con Verstappen resta invariato. "Anche se il nuovo campione si chiama Norris, l’unico che con la stessa macchina potrebbe davvero giocarsela con Verstappen, che è un fenomeno assoluto, è Carletto". È un’affermazione forte, che ridimensiona il peso delle classifiche e riporta il discorso sul piano del talento puro. Verstappen viene descritto come il riferimento massimo della generazione attuale, ma Leclerc come l’unico capace di reggere il confronto senza partire sconfitto. In questa prospettiva, il futuro del monegasco resta legato a una sola variabile decisiva, avere finalmente una vettura in grado di permettergli di dimostrare in pista ciò che, secondo Patrese, è già evidente a chi conosce davvero la Formula 1.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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