Dovevamo vederlo incoronato campione per ritrovare il vero Lando Norris. Quello sorridente, quello travolgente delle prime stagioni in Formula 1, quello che aveva fatto innamorare tutti grazie alla sua spontaneità, man mano persa al salire della posta in palio. Giulia Toninelli de La Gazzetta dello Sport racconta il momento del trionfo del giovane inglese, all'indomani del primo titolo mondiale vinto ad Abu Dhabi.
"Meno di un’ora al via del Gran Premio di Abu Dhabi. Seduto in silenzio su uno sgabello nel box McLaren, Lando Norris osserva il vuoto davanti a sé. Potrebbe sembrare uno qualunque, ma non lo è affatto. È il nuovo campione del mondo di Formula 1. Il giorno prima, con il terzo posto in gara, ha conquistato il suo primo titolo iridato, mettendo fine con due soli punti di vantaggio alla rimonta disperata di Max Verstappen. Nonostante la vittoria dell’olandese nel GP, il britannico diventa il trentacinquesimo campione del mondo della storia del Circus.
La pressione è enorme, ma Norris appare sereno. Accanto a lui ci sono gli uomini di fiducia della McLaren, le cuffie sulle orecchie e le mani intrecciate sotto il mento. Davanti, una marea di fotografi pronti a immortalare il momento. Ma Lando rimane calmo, lo sarà per tutti i 58 giri che nella notte di Yas Marina lo porteranno a realizzare “il sogno di un bambino”, come ha detto tra le lacrime al traguardo.
C’è tutta la sua crescita nella forza con cui ha affrontato la seconda parte della stagione: un Lando più maturo, capace di gestire la pressione di una lotta a tre per il titolo “con tutto da perdere”. Un altro Norris, quello di pochi mesi fa, forse non l’avrebbe fatto. Ma oggi, a 26 anni, il britannico si presenta come un uomo nuovo, capace di vincere contro tutto—anche contro sé stesso. Ha parlato più volte delle sue battaglie con l’ansia e la depressione, affrontandole con onestà e determinazione. “Molti mi dicevano che dovevo cambiare, essere più aggressivo. Ma non li ho ascoltati, e ho vinto lo stesso”, ha spiegato dopo la gara. Una lezione di autenticità, dentro e fuori la pista.
In questo viaggio, Norris non è mai stato solo. La McLaren, che lo ha accolto giovanissimo nel 2019, lo ha accompagnato passo dopo passo. “Sono ancora più fiero di aver vinto senza smettere di essere me stesso. Ho sempre cercato di correre con correttezza e rispetto”, ha raccontato. Una filosofia condivisa da tutto il team guidato da Andrea Stella, che tra lacrime e abbracci ha celebrato con lui la fine di un anno straordinario. “Sono con la McLaren da sette anni. Abbiamo vissuto momenti difficili e bellissimi, ora posso restituire qualcosa di quello che mi hanno dato. Sono fiero di me, ma ancora più fiero delle persone che in questo momento sto facendo piangere di gioia”.
A Yas Marina, le lacrime non sono mancate. Quelle di Lando, che dopo la bandiera a scacchi ha corso ad abbracciare papà Adam e mamma Cisca, sempre al suo fianco, e quelle della fidanzata Margarida Corceiro, commossa mentre stringeva il nuovo campione del mondo. Poi, la lunga notte di festeggiamenti, immagini sfocate ma indelebili. Un sogno diventato realtà, suggellato anche dalle parole dell’amico Carlos Sainz: “Il mondo ha bisogno di più persone come Lando”.
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