C’era un tempo in cui ogni comunicato ufficiale della Ferrari generava più tensione di una qualifica al sabato. Ma quello di ieri, che ha confermato la fiducia del team nei confronti di Frederic Vasseur, non ha sorpreso: ha rassicurato. E forse questo, in casa Maranello, è già un segnale di maturità. Dopo tre stagioni alla guida della Scuderia, il team principal francese è stato ufficialmente confermato: un annuncio sobrio, senza clamore, ma dal peso specifico enorme. La domanda, ora, cambia natura: dopo il tempo della semina, è davvero arrivato il momento del raccolto?
Il bilancio dei primi tre anni di Vasseur non è da prima pagina a caratteri cubitali, ma nemmeno da nota a piè di pagina. È stato un lavoro silenzioso, certosino, fatto di ricostruzione interna, ridefinizione di ruoli, metodo e cultura del lavoro. Ha ereditato una Ferrari disillusa, ridotta a lottare per podi estemporanei e colpita da una crisi d’identità tecnica e strategica. Ha scelto di intervenire con ordine, senza rivoluzioni plateali: dai processi decisionali fino alla gestione umana del team. I segnali, pur tra alti e bassi, ci sono stati. La crescita sul giro secco, l’efficienza operativa ritrovata, una leadership più razionale, meno istintiva. Ma soprattutto: la grande operazione Hamilton.
Convincere un sette volte campione del mondo a lasciare la Mercedes per indossare il rosso Ferrari è stato uno dei colpi più rumorosi degli ultimi decenni. Un segnale inequivocabile che a Maranello si sta costruendo un progetto solido e ambizioso. Hamilton ha firmato un contratto 2+1: sarà in rosso nel 2025 e nel 2026, con un’opzione per il 2027. Un ciclo che copre, almeno, la prima metà della nuova era regolamentare che partirà nel 2026. E proprio attorno a quel ciclo si costruisce anche il futuro di Vasseur: il suo rinnovo, di cui la Ferrari non ha ufficializzato la durata, potrebbe seguire la stessa logica. È verosimile immaginare un 2+1 anche per lui: quindi conferma sicura per il biennio 2026–2027, con possibilità di prolungare fino al 2028.
Del resto, la Formula 1 si muove ormai per cicli tecnici quinquennali, e quello che inizierà nel 2026 durerà fino al 2030. Per avere continuità e visione servono basi stabili, e la Ferrari, scegliendo di proseguire con Vasseur, ha dichiarato di voler affrontare questo lungo ciclo con coerenza progettuale. Il 2025, con la coppia Hamilton-Leclerc, sarà un anno di transizione sportiva ma anche di verifica politica e tecnica. Poi toccherà al 2026 dirci se davvero questa Ferrari è pronta a scrivere una nuova pagina di storia.
Perché il tempo della pazienza, nel mondo Ferrari, non è eterno. Eppure, oggi, pare finalmente esserci spazio per la costruzione. Vasseur ha ridato credibilità al progetto, ha riaperto le porte ai grandi nomi e ha restituito alla Scuderia un linguaggio manageriale moderno. Il cerchio, per chi ama la narrativa sportiva, potrebbe chiudersi solo in un modo: riportando a Maranello un titolo che manca dal 2007. E se l’inizio della sua avventura sembrava scritto a matita, oggi, tra firme e conferme, alcune righe iniziano a essere tracciate con l’inchiostro.
Sì, forse la Ferrari ha davvero imparato ad avere pazienza. E forse, in Vasseur, ha trovato finalmente l’uomo giusto per accompagnarla nel futuro.
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